venerdì 28 aprile 2017

                                               DEMOCRAZIA  E  DINTORNI
SVOLGIMENTO DELLA FUNZIONE POLITICA OVVERO RECITA DI UNA COMMEDIA
L’esercizio della funzione politica può essere paragonato alla recita di una commedia da parte dei vari attori ai quali sono affidate le singole parti della commedia medesima.
Si caratterizza, in democrazia, per il fatto che è il popolo sovrano a scegliere gli attori che di volta in volta vengono invitati a salire sul palcoscenico per recitare la parte loro affidata.
Può anche capitare che lo svolgimento della funzione politica, così   come le istituzioni, con il passare del tempo possa  degradarsi ed entrare in uno stato che definiamo di crisi.
In Italia l’attuale degrado e il conseguente stato di crisi, alquanto grave, che caratterizza  lo svolgimento della funzione politica,  è dovuto, tra gli altri,  al fatto che i vari attori,  una volta saliti sul palcoscenico, sono liberi di recitare non più la parte concordata con col popolo sovrano ma quella che più aggrada loro.
La sovranità che,   come recita il II° comma dell’art. 1 della nostra Costituzione, appartiene al popolo, si esercita essenzialmente nella scelta, da parte degli elettori, di un indirizzo politico e di una maggioranza che si è impegnata a realizzarlo. Ma se dopo le elezioni la maggioranza diventa fluida a causa degli spostamenti dei Parlamentari da un gruppo all’altro, così da impedire l’attuazione del programma promesso in campagna elettorale, il meccanismo democratico e conseguentemente quello giuridico-costituzionale si inceppa. Sta prevalentemente  in questo inceppamento l’attuale  crisi del nostro sistema costituzionale.
(Riflessioni del Prof. Vezio svolte aI Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo
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domenica 9 aprile 2017


                                      RIFLESSIONE  SULL’AMORE
               Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
               A.Camus

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martedì 4 aprile 2017

                                    CANZONE DEI DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di aprile.
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                             “Con giorni lunghi al sonno dedicati il dolce Aprile viene,
            quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele, che ti chiamò crudele….
                              Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l’amore,
            come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole….”
Francesco Guccini


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domenica 2 aprile 2017

RIFLESSIONE  DELLA  DOMENICA
                        “La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca
                        e all’insistenza con cui egli resta nella ricerca”.
                        Martin Heidegger

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