lunedì 18 settembre 2017


A  PROPOSITO  DI  STUPRI: IL  PENSIERO  DEL  SENATORE   VINCENZO  D’ANNA
Renzo: amici…siete venuti  a conoscenza delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del Senatore Vincenzo D’Anna,  esponente di primo  del gruppo A. L. A. ?
Totò: si, ho sentito qualcosa sul dilagare del fenomeno degli stupri,  ma ancora non ho ben capito  cosa c’entri il Sen. D’Anna.
Renzo: spiego anche per chi non conosce affatto la vicenda. E’ avvenuto che il Sen. D’Anna, intervenendo a un dibattito sui vari casi di stupro perpetrati negli ultimi mesi nel nostro Paese, ha espresso il suo pensiero su questi drammatici fatti ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università di Studi Niccolò Cusano.
Ludovico: cosa ha detto per suscitare così tante polemiche?
Renzo:  dopo aver puntualizzato che non è affatto maschilista, ha proseguito affermando che “il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo. E’ un istinto, sarà primordiale, sarà ancestrale, quello che volete. …Le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell’aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto,  fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione  di  disponibilità….”
Giacomo: riprendo il termine usato dal Sen. D’Anna  per dire che proprio il “contesto”  socio/politico in cui viviamo avrebbe dovuto indurlo  a meglio riflettere prima di esprimersi in questi termini. Espressioni quanto meno censurabili, anche per l’alta carica ricoperta dal Sen. D’Anna
Lorenzo: se sono queste le persone che ci rappresentano ai massimi livelli e svolgono anche il ruolo di legislatori c’è proprio da preoccuparsi!
Ludovico: prof. Vezio quale consiglio darebbe al Sen. D’Anna?
Vezio: veramente avrei da dargli non uno ma tre consigli. Gli direi: Senatore, dopo aver ascoltato il suo intervento sul problema degli stupri, mi permetta tre semplici consigli:
-I° FACCIA SI’ CHE GIAMMAI  LA SUA LINGUA PRECEDA IL PENSIERO.
-II° SIA PIU’ AVIDO DI ASCOLTARE CHE DI PARLARE.
-III° IN CERTE CIRCOSTANZE FACCIA SILENZIO, OPPURE DICA, DOPO AVER BEN RIFLETTUTO, COSE MIGLIORI DEL SILENZIO.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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Giuseppe Castronovo

giovedì 14 settembre 2017


                                   CONTRADDIZIONI ROMANE
 L’ACQUA SCARSEGGIA MA ROMA E I ROMANI SONO CON L’ACQUA ALLA GOLA

Salvo: amici…ma questi  Romani sono proprio degli sfigati!
Totò: come mai questa tua esternazione?
Salvo: leggo come voi, ascolto i telegiornali come voi e ho notato che quando parlano di Roma incominciano con una litania che oramai ho imparato a memoria:
-A. T. A. C. , cioè Azienda Trasporti Pubblici: “prossima al fallimento”;
-Rifiuti urbani e Igiene ambientale: “la città non offre ai turisti una bella immagine di sé e dell’Italia tutta”. E grazie alla presenza di rifiuti  urbani non sempre raccolti con la tempistica programmata  molto spesso i turisti incontrano gruppi di topi a passeggio per le strade capitoline.
Giacomo: per non dimenticare cosa è venuto a galla quando la Magistratura ha scoperchiato la gestione politico amministrativa della nostra Capitale! MAFIA CAPITALE E’ DIVENTATO IL SOTTOTITOLO FISSO DI ROMA CAPITALE.
Tutto ciò mi fa capire perché – così come ci dicono le cronache giornalistiche – Roma e i suoi abitanti oramai  sono con l’acqua alla gola.  Questa è la mia opinione.
Ludovico: e la sua, Prof. Vezio, qual è?
Vezio: in effettui quante disavventure sulle spalle della nostra Capitale! Chi non ricorda poi la “vicenda Casamonica”? Una vicenda che ha  messo una seria ipoteca sull’immagine di  questa Città davvero disastrata.
Roma? Amici miei ancora una volta è il simbolo delle italiche contraddizioni .
Marco: in che senso?
Vezio: l’amico Giacomo ci dice che Roma e i Romani ormai sono con l’acqua alla gola”.  Una bella metafora che nella sua palese contraddizione evidenzia il dramma della nostra Capitale.
Ludovico: prof. dove sta la contraddizione?
Vezio: i Romani con l’acqua alla gola (ed è proprio così) proprio nella stagione estiva di un’annata nella quale la scarsità di precipitazioni, provocando il quasi prosciugamento del lago di Bracciano, ha fatto temere per l’approvvigionamento idrico della città.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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martedì 12 settembre 2017


                          CANZONE  DEI  DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi” soffermandoci a riflettere sul mese di settembre.

                    “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età,
                      dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità…
                      Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
                      come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…

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sabato 9 settembre 2017


           QUALCHE  CONSIGLIO  DI   MONTESQUIEU  AI  POLITICI

“Meno si ha da riflettere, più si parla.  Pensare è parlare a se stessi; e quando si parla a se stessi, neanche viene in mente di parlare agli altri”.

(Montesquieu)

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Giuseppe Castronovo


lunedì 4 settembre 2017


                        SETTEMBRE  NELLA  POESIA  ITALIANA

                                                     Pastori d’Abruzzo
                                     Settembre, andiamo.  E’ tempo di migrare.
                                      Ora in terra d’Abruzzi  i miei pastori
                                      lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
                                      scendono all’Adriatico selvaggio
                                      che verde è come i pascoli dei monti.
                                      ……
                                      ……
                                     Ora lungh’esso il litoral cammina
                                     la greggia. Senza mutamento è l’aria.
                                     Il sole imbionda sì la viva lana
                                     che quasi dalla sabbia non divaria.
                                     Isciacquio, calpestio, dolci romori.

                                     Ah perché non son io co’ miei pastori?
                                                                                       Gabriele D’Annunzio

Il Poeta, autentico figlio dell’Abruzzo (nasce a Pescara il 12 marzo 1863, muore a Gardone Riviera  in provincia di Brescia il I° marzo 1938), esprime in questa famosa lirica un acceso e malinconico pensiero ai pastori delle sua terra che, in settembre, dai monti scendono nella pianura per trovare un clima più mite e pascoli più abbondanti  per le loro greggi, anche nella stagione invernale.  Pensiero che si sublima in amore quando il Poeta per ben due volte  (alla II^ riga della I^ strofa e alla riga conclusiva) fa precedere il sostantivo pastori dall’aggettivo possessivo miei. Non sfuggirà al lettore come i verbi della prima strofa  andare, migrare, lasciare, scendere  riescono ad accentuare il senso di malinconia che accompagna il ricordo dei luoghi della sua infanzia in uno dei momenti più suggestivi  della vita agropastorale: la transumanza. Da notare, poi, come nella riga conclusiva il Poeta, pur sapendo di non appartenere più a quel mondo , manifesta comunque  il desiderio di stare con i suoi pastori.

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Giuseppe Castronovo

martedì 29 agosto 2017

SIETE IN VACANZA  E IL VOSTRO PATNER E RIMASTO IN CITTA’? CONSIGLI PER TRANQUILLIZZARLO
Può capitare che  la persona da voi amata non sia, per motivi di lavoro, in vacanza con voi; e tale situazione crei uno stato di apprensione  in chi è rimasto in città a lavorare.  Vi chiederà, ad esempio, se hai fatto nuove amicizie, se ti invitano a cena, di dove sono.
Per tranquillizzarlo potete dire: si, qui ho trovato tanta gente, anche simpatica, ma ti assicuro che  ( e gli cantate la canzone “Come te non c’è nessuno”, interpretata da Rita Pavone).

“Come te non c’è nessuno
Tu sei l’unico al mondo;
….
….
Amore dimmi
Cosa mai posso fare per te?
I pensieri dividi con me.
Io ti voglio aiutare, amore amor.

Come te non c’è nessuno
è per questo che t’amo.

Come te non c’è nessuno
nessuno…nessuno…

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Castronovo Giuseppe






sabato 26 agosto 2017

LA BIBBIIA CI SPIEGA PERCHE’ IL CORTEO ANTISGOMBERI SVOLTOSI A ROMA FOSSE COSI’ NUMEROSO
Stavo leggendo la Bibbia (inizio del libro dell’Esodo) quando alcuni emittenti televisive trasmettevano  l’affollato corteo antisgomberi  che si svolgeva a Roma in risposta alle forze politiche  che qualche giorno fa avevano dato l’ordine di sgomberare a Roma lo stabile di via Curtatone (vicinanza Stazione Termini), occupato abusivamente da alcuni anni.
Poi ci riferiscono del numero degli appartamenti occupati nelle varie città da italiani e stranieri. Ho potuto prendere nota solo di alcune:
ROMA        75        Palazzi
NAPOLI       4.000  appartamenti
MILANO      4.000  appartamenti
GENOVA        200   appartamenti
TORINO           24    stabili

Riprendevo la lettura e mi sono imbattuto in questo brano dell’Esodo:
“Ma sorse sull’Egitto un nuovo re che non aveva conosciuto Giuseppe, e disse al suo popolo: “Ecco, il popolo dei figli d’Israele è più grande e più forte di noi, su comportiamoci saggiamente con lui, perché non si moltiplichi; e se ci sarà una guerra non si aggiunga anch’esso a chi ci odia e combatta contro di noi…”
Ho capito perché il corteo antisgomberi fosse così numeroso e un numero cos’ elevato di occupazioni abusive.
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Giuseppe Castronovo

venerdì 25 agosto 2017


                    
                                          L’IMPORTANZA DELL’AMORE NELLA VITA
                                     RACCONTI   SOTTO  L’OMBRELLONE   D’ESTATE

C’era una volta un’isola dove vivevano tutti i sentimenti e i valori che costituiscono la sfera individuale delle emozioni degli uomini: l’amicizia, il disprezzo, la gelosia, l’odio, la simpatia il buon umore, la tristezza, la ricchezza,  il sapere ……così come tutti gli altri, compresi il Tempo che scandisce ogni istante della nostra vita e l’Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola da loro abitata stava per sprofondare nel profondo degli abissi marini per l’arrivo di un imminente maremoto seguito da un disastroso terremoto. Allora prepararono le loro navi e partirono; solo l’Amore volle aspettare fino all’ultimo momento. Quando l’isola fu sul punto di sprofondare, anche l’Amore decise di chiedere aiuto.
La prima imbarcazione che vide passare fu quella della  Ricchezza e l’amore le disse: “Ricchezza mi puoi portare con te?”. Gli rispose la Ricchezza: caro Amore, vorrei ma non posso:  l’imbarcazione  è già stracarica di oro e argento e non c’è più neanche un posto.
L’Amore allora decise di chiedere alla Tristezza che gli stava passando accanto: “Tristezza, ti prego, lasciami venire con te”. “Oh Amore”, rispose la tristezza, “sono così triste che ho bisogno di stare sola”.
Anche il Buon Umore passò di fianco all’Amore,  ma era così contento che non sentì che l’Amore lo stava chiamando. All’improvviso però una voce disse:  “Vieni Amore ti prendo io con me”. Era un vecchio che aveva parlato.
L’Amore si sentì così riconoscente  ed era così pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio.
Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò. L’amore consapevole di quanto gli dovesse, chiese al Sapere: “Sapere, puoi dirmi il nome di quel bel vecchio che mi ha aiutato”?  “E’ stato il Tempo”, rispose il Sapere.  “Il Tempo”?,  si interrogò l’Amore: “perché mai il Tempo mi ha aiutato?”
Il Sapere,  pieno di saggezza, rispose:  “Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto  l’Amore, se disinteressato, sincero e genuino  sia importante nella vita”.

Giuseppe Castronovo
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martedì 15 agosto 2017


TERREMOTO AL CENTROITALIA: SE IL FRUTTO DELLA SOLIDARIETA’ SI DISPERDE COME L’ACQUA POTABILE NELLA  RETE IDRICA?
Totò: avete sentito anche voi la voce di chi  non vuole arrendersi alle avversità che la vita ci riserva?
Franco: sii meno ermetico! Cosa vuoi dire?
Totò: divampano le polemiche perché a un anno del terremoto che l’anno scorso ha investito le Regioni del centro Italia quali Umbria, Marche,  alto Lazio e Abruzzo, le macerie non sono state ancora rimosse e le persone si apprestano ad affrontare il secondo inverno lontano dalle loro case.
Giacomo: ma altrettanto grave, amici miei, è il fatto che ancora, dopo un anno,   non tutte le somme raccolte a titolo di solidarietà, per affrontare le prime emergenze,  siano state utilizzate. Non possiamo non ricordare le polemiche sviluppatesi mesi addietro, anche in sede politica, su questo specifico aspetto del problema e come anche noi ne avevamo fatto oggetto di apposito dibattito qui nel nostro Circolo.
Renzo: un fatto però, caro Giacomo,  è incontestabile: la solidarietà degli Italiani  c’è stata. Speriamo che anche per il frutto della solidarietà non si verifichi quanto succede all’acqua potabile che, come ci dicono le cronache di questi giorni di siccità, si disperde, lungo il percorso,  nella misura del 44% per la scarsa manutenzione della rete idrica.
Ludovico: sono parole, quelle degli amici Giacomo e Renzo sulle quali riflettere. Prof. Vezio Lei cosa ci dice?
Vezio: leggevo qualche settimana fa una riflessione sulla solidarietà ,  ma devo confessarvi che, pur avendo dimenticato  il nome dell’autore, ricordo ancora il  suo pensiero.

                            “La solidarietà?  Soldi dei poveri dei Paesi ricchi
                                      che finiscono ai ricchi dei Paesi poveri”
Speriamo che si tratti di un principio che non trovi applicazione ai terremotati del centroitalia!

(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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lunedì 7 agosto 2017


RISPOSTA AL PARTNER CHE VI CHIEDE SE AVETE FATTO NUOVE AMICIZIE.
Estate: tempo di vacanze e di riposo. Tempo in cui una coppia, finalmente libera dagli impegni di lavoro, può stare insieme più del solito; la qual cosa durante l’anno  non sempre è facile a causa dei differenti orari di lavoro.
Ma se anche le vacanze per qualche giorno non coincidono e il vostro partner, rimasto in città, telefonandovi ansioso di raggiungervi, vi chiede  “come passi la giornata?” , “hai fatto nuova amicizie”? , potete rassicurarlo rispondendo con le parole con le quali  Edoardo De Crescenzo  si rivolgeva alla sua amata quando le cantava la poesia “Ancora”, testo che l’artista presentò nel 1981 al Festival di San Remo.

E non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi:
non mi fai volare in alto quanto lei
….
….
Perché io da quella sera
Non ho fatto più l’amore senza te
E non me ne frega niente senza te.
….
….
Anche se incontrassi un angelo direi:
non mi fai volare in alto quanto lei.

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domenica 6 agosto 2017


                                  CANZONE  DEI  DODICI  MESI

Proseguendo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi” ci soffermiamo a riflettere sul mese di agosto.

                            “Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
              mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore…


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lunedì 31 luglio 2017

                                           CANZONE  DEI  DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini  intitolata
“Canzone dei dodici mesi” soffermandoci a riflettere sul mese di luglio.
 
                     “Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione…”

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domenica 16 luglio 2017

               RISPOSTA  ALLA  PERSONA   CHE  VI  DICE  “TI  AMO”
 Quando la persona amata vi dice “ti amo” , “ti voglio bene” e simili, potete risponderle con le parole con  le quali   Memo Remigi si rivolgeva alla sua amata quando le cantava  la poesia “Io ti darò di più”.  Il brano che, presentato al Festival di San Remo del 1966, si classificò al 6°posto, venne interpretato da Orietta Berti e Ornella Vanoni.
“Io ti darò di più,
  Io ti darò di più
  Di tutto quello che
 Avrò da te.

Anche se tu mi amerai
Come non hai amato mai
Io ti darò di più, di più,
Molto di più!”
Alberto Testa Memo Remigi

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venerdì 14 luglio 2017


                              LA  MORALITA’  DELLA  NAZIONE
                                                 ------------
                           COME IL PESCE INCOMINCIA A PUZZARE DALLA TESTA
                                                                C  O  S  I’
                              LA MORALITA’ DI UNA NAZIONE NON PUO’  NON
                             INIZIARE DALLA SUA CLASSE POLITICA CHE E’ ALLA
                              GUIDA DEL PAESE.

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sabato 8 luglio 2017


                 MESSAGGIO  DEL  GIORNO  ALLA  PERSONA  AMATA

Quando la persona amata vi chiede “come va, cosa c’è”,  potete risponderle con  le parole con le quali  Gino Paoli si rivolgeva a Ornella Vanoni con la poesia  “Che cosa c’è”:

“Che cosa c’è
C’è che mi sono innamorato di te
C’è che ti voglio tanto bene
……..
Non so cosa sento per te
Ma se tu mi guardi
Negli occhi un momento
Puoi capire anche da te”
Gino Paoli

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domenica 2 luglio 2017

                MESSAGGIO DEL MESE ALLA PERSONA  AMATA
Luglio si veste di novembre
Se non arrivi tu.
(Verso tratto dalla canzone “Luglio” di Riccardo Del Turco)


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sabato 1 luglio 2017

       LUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO…….RICCARDO DEL TURCO
Un dato è certo: d’estate, forse anche grazie alla maggiore luminosità, tutto ci sembra meno grigio se non più bello. Anche i brani musicali estivi, nonostante la loro età, sovente, complice la nostalgia, li ricordiamo perché hanno qualcosa da farci ricordare.
Il brano musicale “Luglio” è senz’altro uno di questi.  E’ una canzone che, pur compiendo quest’anno 49 anni, resta ancora un modello perfetto di canzone per descrivere il senso delle vacanze estive, del mare e di   amori fugaci che nascono e muoiono nello spazio di una sola estate. Un brano che, grazie al suo titolo che ci richiama il mese in cui iniziano ufficialmente le ferie estive, trionfò nei  juke – box di allora e che molti ancor oggi ascoltano ricordando il tempo passato.
L’autore/interprete  Riccardo Del Turco, che con questo brano vince nel 1968 la competizione canora  “Un disco per l’estate”, va ricordato, tra gli altri, anche  per il brano interpretato al Festival di San Remo del 1969 in abbinamento al cantante Antoine dal titolo “Cosa hai messo nel caffè”
Riportiamo qualche strofa del brano luglio.
Luglio, col bene che ti voglio
Vedrai non finirà.
Luglio m’ha fatto una promessa
l’amore porterà.
Anche tu, in riva al mare
Tempo fa, amore, amore
Mi dicevi: luglio ci poeterà fortuna”
poi non ti ho vista più;
vieni, da me c’è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me.
…………
Luglio, stamane al mio risveglio
Non ci speravo più.
Luglio credevo ad un abbaglio
E invece ci sei tu.
……
Luglio ha ritrovato il sole
Non ho più freddo al cuore
Perché tu sei con me.


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mercoledì 28 giugno 2017


                                AD  OGNUNO  LA  SUA  CARRIERA

                         “Sogno…desidero e prego dal Signore una cosa sola:
                                 SERVIRE PER TUTTO LA VITA I SUOI POVERI
                                                ECCO LA MIA CARRIERA”

Beato Don Carlo Gnocchi

domenica 25 giugno 2017


            SE LA LOGICA NON FREQUENTA LE AULE PARLAMENTARI
On. Straccio: collega Cencio….
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: tutti e due siamo quasi alla fine della nostra seconda legislatura e una riflessione possiamo anche farla.
On. Cencio: io direi anche più di una. Ma tu su cosa vorresti riflettere?
On. Straccio: com’è difficile legiferare senza che la Corte costituzionale annulli le nostre decisioni: basta pensare, tra le altre,  alle leggi sul blocco delle pensioni, alla legge del Ministro Del Rio, così tenacemente voluta da Renzi  – che ha soppresso le Province che però sono ancora  previste in Costituzione – senza che nessuno però si interessi di ponti e cavalcavia che crollano a causa della mancata manutenzione. Per non parlare poi delle leggi elettorali!
On. Cencio: hai ragione! Ma vedi caro collega Straccio..
On. Straccio: che cosa?
On. Cencio: diceva il Minghetti, che fu Presidente del Consiglio negli anni 1863-1864, che “la logica non è quasi mai di casa nelle Assemblee politiche”.
On. Straccio: e gli effetti si riversano sul Paese che paga un conto salato.
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sabato 24 giugno 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di giugno.

                                    Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio:
                     in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io….
                                   E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
            con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro, alle femmine l’oro…

          O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
                                      Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
                 la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare….


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giovedì 22 giugno 2017

              MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
TRACCIE SUL CALENDARIO DELL’ANNO SCOLASTICO 2017-2018
                         ECO DAL TRANSATLANTICO
On. Straccio: collega Cencio….
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: dove vai così di fretta?  I lavori in Aula sono sospesi.
On. Cencio: lo so. Vado in sala stampa, c’è il Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli che terrà una conferenza stampa.
On. Straccio: su che argomento?
On. Cencio: non l’hai ancora ricevuto?  Si tratta del Documento Programmatico per il prossimo anno scolastico che illustrerà proprio la Ministra Valeria  Fedeli.  Leggilo, ci sono aspetti interessanti .
On. Straccio:    
                                    “MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
                                                      TRACCIE  SUL CALEDARIO
                                                      DELL’ANNO  SCOLASTICO
                                                                     2017-2018”
f.to Valeria Fedeli Ministro Pubblica Istruzione
Interessante, vengo anch’io.

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martedì 13 giugno 2017


                UNA  DOMANDA  DA  100.000  PREFERENZE
SIG. PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA      VINCENZO  DE  LUCA
SIG. PRESIDENTE                                            MATTEO RENZI

E’ PIU’ GUSTOSA
LA FRITTURA DI PESCE     O
LA FRITTUTRA DI FORMICHE ALLEVATE NEGLI OSPEDALI NAPOLETANI?
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venerdì 9 giugno 2017



                      IL PARLAMENTO  E  L’UOVO  MARCIO:  ANALOGIE
Franco: amici…avete visto cosa è successo ieri pomeriggio in Parlamento?
Marco: che cosa?
Franco: nuovo e inaspettato stop in Parlamento, complice il voto segreto, per la nuova legge elettorale!
Renzo: siamo alla paralisi delle nostre istituzioni!
Giacomo: e allora cosa può fare un Parlamento di fatto paralizzato?
Totò: cosa ne pensa il Prof. Vezio?
Vezio: i più dicono che “gli resta solo da galleggiare”
Ludovico: e allora anche il Parlamento è come un uovo?
Vezio :  caro Ludovico hai detto bene!  Ma lo saprai anche tu che “quando l’uovo galleggia è marcio e se lo consumi ti fa male”.  E se, ignorando   questo elementare principio, consumi un uovo stantio, alla fine sei costretto  a recarti dal medico per le cure del caso.
Altrettanto dicasi per le istituzioni: se un Parlamento rimane troppo a lungo a galleggiare senza assumere le necessarie decisioni, poi è il turno dei “medici” che ci propinano medicine alquanto amare. E allora sì che sarebbero guai seri per gli italiani.  Lascio a voi ogni riflessione sulle decisioni, talvolta prive della più elementare logica di ragionevolezza costituzionale  del  “Governo Monti” (pensiamo agli esodati) . Penso, ancora, al blocco della rivalutazione delle pensioni, deciso dal Governo Monti, che non sono né d’oro, né d’argento.  
Rodolfo: e allora cosa può fare questo Parlamento?
Vezio: cerchi  di recare meno danno possibile alla credibilità delle istituzioni democratiche prendendo le decisioni del caso. Del resto non possiamo ignorare che l’articolo sessanta della Costituzione stabilisce in anni cinque la durata delle legislature, non escludendo comunque che durino anche meno come nel caso dello scioglimento anticipato delle Camere.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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domenica 4 giugno 2017

L’AZIONE POLITICA DI RENZI E DI ALFANO TRA L’APOSTOLO GIUDA ISCARIOTA E IL SEN. RINO FORMICA
Totò: amici… avete notato anche voi?
Franco: cosa?
Totò: come tra Renzi Alfano  in tema di  legge elettorale stiano volando anche gli stracci!
Giacomo: siamo allo scontro finale, alle ultime battute di una legislatura che sarà ricordata anche nei libri di storia costituzionale, per una data: 4 dicembre,  quando gli elettori italiani hanno archiviato, bocciandola, la proposta di riforma costituzionale Renzi/ Boschi. Una proposta, possiamo dirlo, che ha tenuto bloccato il Paese per due anni.
Totò: e adesso, dopo la riforma costituzionale,  Renzi  sottopone all’approvazione del  Parlamento una nuova legge elettorale che,  ispirandosi al modello tedesco,  introduce la soglia di sbarramento al 5%. Una soglia contro la quale si è da subito opposto il Ministro Alfano.
Renzo: la verità è che il Ministro Alfano non credeva che il tradimento di Renzi sarebbe arrivato a tanto!
Alessio:  sarà, caro Renzo, come dici tu! Ma allora Alfano  forse è così smemorato da non ricordare…
Salvo: che cosa?
Alessio: quanto disse, a proposito della politica, l’ex Ministro Socialista alle Finanze Rino Formica.
Franco: come la definì?
Alessio: con una espressione  alquanto colorita:  Sangue e Merda”!
Giacomo: e lei, prof. Vezio,  cosa ci dice dell’azione politica di questi due protagonisti?
Vezio: i due politici, oggetto della nostra riflessione?
-chi non ricorda il Renzi che dice all’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta  “Enrico stai sereno”  e finì che qualche settimana dopo  Enrico dovette sloggiare da Palazzo Chigi e passargli le consegne con la cessione  della  campanella  in quella gelida atmosfera immortalata dalle telecamere;
-chi non ricorda Alfano e la pattuglia dei Ministri di Forza Italia che, pur di mantenere l’incarico ministeriale,  abbandonano al suo destino Berlusconi nel momento in cui  il Senato dispone la decadenza dell’ex Cavaliere da Senatore?
Ebbene, amici miei, il loro modo di agire mi ricorda l’Apostolo Giuda Iscariota  - si, proprio quello del bacio -  del quale, in rapporto alla statura politica dei due nostri protagonisti,  possiamo senz’altro dire : “che grande uomo politico sarebbe stato Giuda Iscariota”!
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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giovedì 25 maggio 2017


LA VICENDA CONSIP E L’APOCALISSE DI SAN GIOVANNI APOSTOLO

Franco: amici…. che ne dite della  “Vicenda Consip”?
Marco: più leggo i giornali e meno ci capisco. Ho l’impressione, però, che Renzi  figlio con quella telefonata al suo babbo abbia scientemente  voluto scombinare le carte sul tavolo degli inquirenti.
Francesco: sono  troppe le personalità di alto livello al momento coinvolte in questa vicenda: penso    al Comandante dei Carabinieri Tullio Del Sette accusato di avere svelato che c’era un’inchiesta sugli appalti Consip  e a Luca Lotti attuale Ministro dello sport e sottosegretario del Consiglio dei Ministri all’epoca dei fatti, che secondo l’accusa sapendo della presenza delle “cimici” negli uffici dei Dirigenti Consip lo rivelò agli stessi. E’ una circostanza che renderà alquanto difficile la ricerca della  verità! Questa è la mia impressione.
Rodolfo: ma ancora non si è svolto alcun processo, aspetta e la verità dovrebbe venire fuori.
Giacomo:  dubito che la verità possa venire a galla. Ho l’impressione che trattasi di una vicenda il cui intreccio molto difficilmente potrà far emergere la verità dei fatti così come si sono effettivamente svolti. Avremo due verità: una giudiziaria, se mai si arriverà a processo; e una storica dei fatti come si sono realmente svolti. E come il più delle volte avviene le due non necessariamente coincideranno.
Totò: prof. Vezio…Lei cosa ne pensa?
Vezio: ritengo che la presenza di Renzi babbo e di Renzi figlio possa far assumere alla “Vicenda Consip” quella di una storia dalle molte somiglianze con l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo.  Ognuno di noi intuisce che trattasi di una vicenda nella quale vi è certamente un contenuto nascosto che nessuno, neanche l’Autorità giudiziaria,  ancora ha completamente decifrato.  E non è detto che il nostro ex Presidente Renzi  con quella telefonata nella quale redarguisce il padre voglia realmente coadiuvare l’autorità competente a  decifrarlo .
Ecco perché , amici miei, non dobbiamo meravigliarci quando la politica ci viene rappresentata come luogo del potere.
Del resto non possiamo non ricordare che  oltre all’ ordine giudiziario  c’è anche il potere legislativo.  Basta adottare un Decreto legislativo nel chiuso di Palazzo Chigi, anziché  nelle  Aule parlamentari,  che con  sapienza da cesellatore investa, pur non  dicendolo espressamente,  anche la Costituzione, per esempio nella parte in cui disciplina l’ordinamento giurisdizionale, e il gioco è fatto senza neanche avere il fastidio di lunghi dibattiti parlamentari. E qui sta sicuramente una delle chiavi di lettura di questa oscura vicenda dai molteplici risvolti ancora tutti da chiarire. Ma ci sarà qualcuno disposto ad indagare su questo aspetto della vicenda?
Giacomo: prof. mi permetta un’osservazione.  Condivido il richiamo all’Apocalisse, ma oggi il suo discorso mi è sembrato alquanto criptico. Se lei è in possesso della chiave per addentrarci nei meandri più oscuri di questa vicenda lo faccia pure. Qui nel nostro Circolo non ci sono le cimici per cui può esprimere liberamente il suo pensiero.
Vezio: vedo che molti di voi annuite all’osservazione dell’amico Giacomo. Avete ragione! Continuerò la prossima volta, ma venite dopo aver letto e coordinato l’articolo 109 della Costituzione con l’articolo 18-comma 5° del Decreto Legislativo n. 177 del 19.8.2016.
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)

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martedì 16 maggio 2017

                            L’ITALIA CHE NON CI PIACE            
     BENVENUTI A MODENA: CITTA’ DELLA TASSA SULLO  ZERBINO
Franco: amici… avete letto l’ultima?
Marco: di cosa si tratta?
Franco: di quanto avvenuto a Modena!
Totò: cosa hanno combinato?
Franco: multato il bar perché lo zerbino riportava il nome del locale.
Enzo: ed allora?
Franco: per il Comune era stata elusa la tassa sulla pubblicità! Capito?
Giacomo: fatico a crederci.
Franco: sei libero di farlo.
Giacomo: Franco… ci credo, ma a fatica. Posso dirlo?
Franco: dillo pure, ma è così.
Giacomo: aggiungo: “oramai in Italia possiamo tranquillamente parlare di DITTATURA DELLA TASSAZIONE.
Renzo: lasciatemelo dire:  “DELIRIO DELLA TASSAZIONE”
Giacomo: la voglia di tassare è un cancro che non riusciamo a debellare.
Mirko: io parlerei di fantasia al potere. Modena è vicino a Maranello ed allora nel Municipio,  imitando “le rosse”,  fanno volare anche la fantasia.
Giacomo: se  in Piemonte c’è il Tartufo di Alba con relativa fiera, in Emilia c’è lo “zerbino di Modena” con – fra qualche anno – relativa fiera”
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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mercoledì 10 maggio 2017

                               MENO MALE CHE C’E’ IL SENATO!!
         E COSI’ DICENDO RENDONO LA POLITICA PURA IPOCRISIA

Totò: amici…il dibattito aperto dalla stessa maggioranza di Governo dopo l’approvazione, alla Camera dei Deputati, della nuova versione sulla legittima difesa mi disgusta a tal punto da farmi dire che “più parlano e più si dimostrano, ancora una volta, privi di buon senso e della più elementare esigenza di coerenza”. Credetemi, dico a chiare lettere che “sono disgustato”. Ripeto che non voglio entrare nel merito della nuova versione legislativa sulla legittima difesa, ma sul dibattito aperto dalla maggioranza dopo la sua approvazione alla Camera dei Deputati.
Franco: Totò… ho  ascoltato con interesse le tue dichiarazioni e rimango alquanto perplesso perché non mi sembrano in linea con è il tuo solito  stile! Però le condivido.
Giacomo: spiegaci cosa, in particolare,  ti ha spinto a queste tue affermazioni così forti.
Totò: vi spiego brevemente: l’ex Presidente del Consiglio Renzi, rispondendo alle critiche alla nuova legge da parte dei suoi stessi elettori, ha sconfessato il suo stesso Partito e gli alleati alfaniani che tale norma hanno approvato.  Renzi infatti ha detto: inviterò i Senatori a valutare di correggere la legge”.
Altrettanto perplesso, per non dire altro,  mi lasciano le dichiarazioni del Presidente del Senato Grasso, approdato alla politica ufficiale dopo una vita in magistratura.
Giacomo: cosa ha detto?
Totò: leggo le sue dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera -  ce l’ho qui – “diciamo meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.
Giacomo: quasi quasi mi vien da dire che anche il Sen. Grasso ha scopiazzato i fans di Berlusconi quando intonavano in coro “MENO MALE CHE SILVIO C’E’”.
Rodolfo: Totò si tratta di dichiarazioni - questo è il mio parere – nelle quali non vedo nulla che possa turbarmi come ha turbato alcuni di voi. Se ci sono dubbi sulla formulazione letterale  di una legge la si cambia! Il Senato c’è proprio per questo.
Giacomo: caro Rodolfo non puoi nasconderti dietro un dito! La verità è che sia Renzi che Grasso si rivolgono al Senato, a “quel Senato” cioè a quel ramo del Parlamento   che volevano abolire perché ritenuto  inutile” Qui, proprio qui,  sta lo scandalo di una classe politica – nel nostro caso della maggioranza – la cui incoerenza non conosce limiti.
Vanni: Prof. Vezio……vedo che oggi ha solamente ascoltato in silenzio le riflessioni dei nostri amici. Ma lei cosa ne pensa?
Vezio: Renzi, il suo Partito e la sua maggioranza per due anni hanno di fatto paralizzato la politica italiana per modificare la Costituzione italiana.  Non c’era dibattito nel quale Renzi e i suoi non proponessero l’abolizione del Senato o, in via subordinata, un drastico ridimensionamento delle sue competenze legislative. Ricordo a tutti noi che in Parlamento si levarono autorevoli  voci che chiedevano espressamente che almeno la materia penale rimanesse tra le competenze legislative da lasciare in capo anche al Senato.
Si sosteneva – e a ragione – che quella penale fosse una materia nella quale un supplemento di riflessione non fosse da considerare tempo perso. Non dimentichiamo, amici miei, che veniva messa in gioco la libertà delle persone. E la libertà di ognuno di noi è un valore così prezioso e inestimabile che il tempo dedicato alla sua tutela giammai dovrà essere considerato “perdita di tempo”.  Richiesta inascoltata!
Ebbene, dopo tanta demagogica campagna contro il Senato da parte della maggioranza che sosteneva l’allora Presidente del Consiglio Renzi, adesso sento proclamare  dal Presidente del Senato Grasso “meno male che c’è il Senato”.
L’auspicato intervento del Senato per modificare il testo approvato alla Camera dei Deputati sulla disciplina della “legittima difesa”  pone una seria ipoteca – almeno per i prossimi trenta/quarant’anni – su una nuova proposta di abolizione del Senato. Non si potrà parlare più di abolizione del Senato, un po’ di coerenza non guasta!
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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sabato 6 maggio 2017

                                     LEGITTIMA   DIFESA    ALL’ITALIANA
Il giorno è fatto per amare, amare,
La notte è fatta per sparare, sparare.

Io ho un solo desiderio:
ritrovare la legittima difesa.
Oh, oh, legittima difesa
dimmi dove sei,
non essere un incubo notturno.
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martedì 2 maggio 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di maggio.

                        Ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga primavera,
        il nuovo amore getti via l’antico nell’ombra della sera, nell’ombra della sera….
                        Ben venga Maggio, ben venga la rosa che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra brindo a Cenne e a Folgore, brindo a Cenne e a Folgore…


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domenica 30 aprile 2017


                          C O S I’   P A R L O’   E M I L I A N O    D I    B A R I
Emiliano di Bari, Presidente della Regione Puglia, ex Sindaco di Bari e candidato alla Segreteria del Partito Democratico in alternativa a Matteo Renzi, rispondendo a Monica Guerzoni – Corriere della Sera del 28.4.2017 - che gli chiedeva un giudizio su Renzi così rispondeva:
-ha perso la connessione sentimentale con il Paese;
-a lui importa solo mantenere il sistema di potere del “giglio magico”
-non ha il carattere dello statista, ma dell’adolescente.
Boh, mah! “Che brutta gente” direbbe la maestra di Peppone,  Sindaco del Comune dove svolgeva la missione di Parroco  Don Camillo. Ho l’impressione che le cose  si mettano proprio male!

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sabato 29 aprile 2017


                              E C H I      D A L     P A R L A M E N T O
                                 COSI’ PARLO’ EMILIANO DI BARI
On. Straccio: collega Cencio…
On. Cencio: dimmi pure.
On. Straccio: hai sentito l’ultima di Emiliano di Bari?
On. Cencio: vorresti dire Nicola di Bari! Quello, per intenderci, che canta “il cuore è uno zingaro e va, catene non ha, il cuore è uno zingaro e va…”
On. Straccio: No! Volevo dire proprio Emiliano di Bari; quello che, dopo essere stato Sindaco di Bari, oggi ricopre la carica di Presidente della Regione Puglia.
On. Cencio: scusami, non avevo capito. Vuoi dire quello che vuole prendere il posto di Matteo Renzi come Segretario del Partito Democratico.
On. Straccio: si, proprio lui!
On. Cencio: e cosa ha detto?
On. Straccio: cose turche.
On. Cencio: cioè?
On. Straccio: intervistato dalla giornalista Monica Guerzoni per il Corriere della Sera del 28.4 2017, parlando di Renzi, ha detto:
-Renzi vuole buttare l’Italia nell’ingovernabilità;
-il suo bilancio politico è disastroso;
-io resto, ma faccio impazzire Matteo.
On. Cencio: è un quadro davvero desolante questo tracciato da Emiliano il barese! Mi chiedo se voglia ancora che gli elettori, dopo aver letto quest’intervista, votino ancora  Partito Democratico.
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venerdì 28 aprile 2017

                                               DEMOCRAZIA  E  DINTORNI
SVOLGIMENTO DELLA FUNZIONE POLITICA OVVERO RECITA DI UNA COMMEDIA
L’esercizio della funzione politica può essere paragonato alla recita di una commedia da parte dei vari attori ai quali sono affidate le singole parti della commedia medesima.
Si caratterizza, in democrazia, per il fatto che è il popolo sovrano a scegliere gli attori che di volta in volta vengono invitati a salire sul palcoscenico per recitare la parte loro affidata.
Può anche capitare che lo svolgimento della funzione politica, così   come le istituzioni, con il passare del tempo possa  degradarsi ed entrare in uno stato che definiamo di crisi.
In Italia l’attuale degrado e il conseguente stato di crisi, alquanto grave, che caratterizza  lo svolgimento della funzione politica,  è dovuto, tra gli altri,  al fatto che i vari attori,  una volta saliti sul palcoscenico, sono liberi di recitare non più la parte concordata con col popolo sovrano ma quella che più aggrada loro.
La sovranità che,   come recita il II° comma dell’art. 1 della nostra Costituzione, appartiene al popolo, si esercita essenzialmente nella scelta, da parte degli elettori, di un indirizzo politico e di una maggioranza che si è impegnata a realizzarlo. Ma se dopo le elezioni la maggioranza diventa fluida a causa degli spostamenti dei Parlamentari da un gruppo all’altro, così da impedire l’attuazione del programma promesso in campagna elettorale, il meccanismo democratico e conseguentemente quello giuridico-costituzionale si inceppa. Sta prevalentemente  in questo inceppamento l’attuale  crisi del nostro sistema costituzionale.
(Riflessioni del Prof. Vezio svolte aI Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo
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domenica 9 aprile 2017


                                      RIFLESSIONE  SULL’AMORE
               Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
               A.Camus

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martedì 4 aprile 2017

                                    CANZONE DEI DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di aprile.
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                             “Con giorni lunghi al sonno dedicati il dolce Aprile viene,
            quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele, che ti chiamò crudele….
                              Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l’amore,
            come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole….”
Francesco Guccini


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domenica 2 aprile 2017

RIFLESSIONE  DELLA  DOMENICA
                        “La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca
                        e all’insistenza con cui egli resta nella ricerca”.
                        Martin Heidegger

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venerdì 24 marzo 2017

ULIVI,  MARGHERITE E GIGLI:  ESPERIIENZE BOTANICHE DELLA SINISTRA ITALIANA
 Marco: amici…                                       
Franco: dì pure
Marco:  che ne dite del “giglio magico” renziano?
Giacomo: io personalmente  ho l’impressione che tutto sommato questo giglio magico che lo circonda, abbia penalizzato – e non poco -    il nostro ex Presidente.  Ma, non possiamo ignorare un  aspetto ancora più preoccupante: ha proiettato un’ombra sinistra sulla classe politica italiana. Comunque, vedete…
Renzo: che cosa?
Giacomo:  la convivenza della sinistra con la botanica non ha mai portato frutti né abbondanti, né rigogliosi. Ricordate  in proposito?
Marco: che cosa?
Giacomo: le precedenti  esperienze,  non proprio brillanti per la sinistra, dell’Ulivo e della Margherita?
Franco: ricordo bene
Giacomo: ebbene, col giglio magico è la storia che si ripete senza brillare.
(Dai Dialoghi svolti al circolo della Concordia)
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mercoledì 22 marzo 2017

           EMILIANO AGITA LE ACQUE NEL PARTITO DEMOCRATICO
Renzo: amici…avete sentito Emiliano?
Marco: Emiliano chi?
Renzo: Emiliano, il Presidente della Regione Puglia, che si è candidato alla Segreteria del Partito Democratico in alternativa a Renzi?
Franco: e cosa ha detto?
Renzo: ha detto   in modo  – da magistrato qual è –  conciso e lapidario: “il Partito Democratico di Renzi a me non piace per niente”.
Franco: Emiliano? Grazie anche  alla sua mole possiamo dire: “il classico elefante in cristalleria” .
Ennio: una cosa però è certa: tutti i sondaggi demoscopici ci dicono con certezza che Renzi sarà riconfermato  Segretario del Partito Democratico . E allora sorgerà un problema per Emiliano: restare comunque nel Partito Democratico o seguire l’esperienza di Bersani, Speranza, del Presidente della Toscana Rossi e delle decine di Parlamentari che sono usciti dal Partito per dare vita ad una nuova formazione Politica?
Giacomo: ma se  il Partito Democratico non piace nemmeno a lui, che sa più segreti di quanto ne possa conoscere un piddino comune, perché dovrebbe piacere agli italiani?  Possiamo dire che il Prof. Ricolfi dell’Università di Torino ha visto bene quando l’ha bocciato sonoramente  con un secco 3 così motivato: “le sue scelte mi sono parse frutto di calcolo”.   
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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martedì 21 marzo 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”,  soffermandoci a riflettere sul mese di marzo.

“Cantando marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo…
          Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta la penitenza vana,
l’ala del tempo batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana….

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
                              Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
           la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare.


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sabato 18 marzo 2017

SE L’EX PREMIER RENZI E I SUOI CONSIGLIERI AVESSERO LETTO IL QOELET……
Franco: amici…. è da giorni che,  cominciando a capirci poco dell’attuale situazione politica che sta  attraversando  il nostro Paese, mi frulla una domanda per la testa.
Totò: su che argomento?
Franco: mi sto chiedendo come sia possibile una caduta così repentina delle quotazioni politiche del nostro ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi.  Oramai sono un lontano ricordo i giorni nei quali veniva incoronato Segretario del Partito Democratico! Lo ricordo bene: era, lo ricordo bene, il giorno dell’Immacolata del 2013.
Rodolfo: come non darti ragione, caro Franco! Basti pensare che Renzi non ha più la maggioranza neanche nei gruppi parlamentari. Io, a dire il vero, è da giorni che ho incominciato a chiedermi  se dietro questo momento innegabilmente negativo che Renzi sta attraversando non ci sia una qualche indecisione delle stelle , non si nasconda  un intrigo astrale o,  chiamatela se volete,   una congiunzione di stelle a lui particolarmente sfavorevole. Non dimentichiamo che Shakespeare  era solito sostenere che “è tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti”.
Giacomo: caro Rodolfo hai saputo volar alto tra le stelle, ma pur non escludendo del tutto gli intrighi astrali da te evocati, vorrei sentire anche l’opinione di qualcun altro dei presenti.
Alessio: ci esponga il suo pensiero il Prof. Vezio.
Vezio:  nella letteratura latina più di una volta incontriamo il motto il quale afferma che l’uomo “ipsus fingit fortunam est”,  cioè che “l’uomo si costruisce da sé la propria sorte”.  La variante italiana, alquanto nota a tutti noi, ci dice che “la sorte è come uno se la fa”.  E l’altro giorno, complici l’insistente pioggia e il forte vento, non essendo venuto al Circolo riflettevo anch’io sulla domanda che oggi l’amico Franco rivolge a tutti noi. Ebbene, sono arrivato alla conclusione che anche del nostro ex Presidente del Consiglio Renzi possiamo dire che  “la sua sorte è così come lui stesso se l’è costruita”. Vedete….
Giacomo: che cosa?
Vezio: sicuramente tutti noi ricordiamo le parole d’ordine con le quali Renzi scala prima la Segreteria del Partito Democratico e subito dopo la Presidenza del Consiglio:  “rottamare”, “asfaltare” erano i verbi che sentivamo in TV dalla mattina alla sera.
Ma quello che oggi voglio sottoporre alla nostra riflessione è il modo in cui prima annunciava e poi attuava i suoi due verbi:  la rottamazione e l’asfaltatura venivano utilizzati quali veri e propri  “sassi” lanciati anche contro politici che avevano fatto la storia del Partito Comunista Italiano di cui il Partito Democratico è l’erede. Si è trattato anche di politici che avevano ricoperto anche rilevanti cariche istituzionali.
E di sassi il nostro ex Presidente Renzi ne ha lanciati a destra e a manca così tanti da farsi non pochi nemici che si son fatti vivi con il Renzi rottamatore e asfaltatore  in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Come non ricordare poi la pattuglia di Senatori e Onorevoli che ultimamente hanno abbandonato il Partito Democratico provocando una scissione di alcune decine di parlamentari.
E’ una risposta, questa dei rottamati e degli asfaltati, che non ha ancora esaurito tutto il suo potenziale esplosivo nei confronti di Renzi.  Dovete infatti sapere che alla vicenda Renzi e al suo modo  di governare è applicabile non solo quanto ci  insegna la cultura latina, ma anche quanto ci insegna il libro dell’Antico Testamento chiamato  QOELET nel quale leggiamo che

“Per tutto c’è il suo momento,
un tempo per ogni cosa
sotto il cielo:
….
tempo di demolire, tempo di costruire,
…..
tempo di gettare sassi,
tempo di raccogliere sassi,,
tempo di piangere, tempo di ridere
tempo di guadagnare, tempo di perdere”.

Giacomo: Prof. Vezio….. lei ritiene  che Renzi e i suoi consiglieri, prima di prendere certe decisioni,  abbiano dedicato qualche ora di riflessione agli insegnamenti del Qoelet ?
 Vezio: amici miei……lo escluderei nel modo più categorico.   Penso che Renzi e i suoi consiglieri, impegnati com’erano a lanciare sassi, non abbiano avuto  il tempo di riflettere sull’insegnamento del Qoelet.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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