domenica 16 luglio 2017

               RISPOSTA  ALLA  PERSONA   CHE  VI  DICE  “TI  AMO”
 Quando la persona amata vi dice “ti amo” , “ti voglio bene” e simili, potete risponderle con le parole con  le quali   Memo Remigi si rivolgeva alla sua amata quando le cantava  la poesia “Io ti darò di più”.  Il brano che, presentato al Festival di San Remo del 1966, si classificò al 6°posto, venne interpretato da Orietta Berti e Ornella Vanoni.
“Io ti darò di più,
  Io ti darò di più
  Di tutto quello che
 Avrò da te.

Anche se tu mi amerai
Come non hai amato mai
Io ti darò di più, di più,
Molto di più!”
Alberto Testa Memo Remigi

gcastronovo.blogspot.it


venerdì 14 luglio 2017


                              LA  MORALITA’  DELLA  NAZIONE
                                                 ------------
                           COME IL PESCE INCOMINCIA A PUZZARE DALLA TESTA
                                                                C  O  S  I’
                              LA MORALITA’ DI UNA NAZIONE NON PUO’  NON
                             INIZIARE DALLA SUA CLASSE POLITICA CHE E’ ALLA
                              GUIDA DEL PAESE.

gcastronovo.blogspot.it

sabato 8 luglio 2017


                 MESSAGGIO  DEL  GIORNO  ALLA  PERSONA  AMATA

Quando la persona amata vi chiede “come va, cosa c’è”,  potete risponderle con  le parole con le quali  Gino Paoli si rivolgeva a Ornella Vanoni con la poesia  “Che cosa c’è”:

“Che cosa c’è
C’è che mi sono innamorato di te
C’è che ti voglio tanto bene
……..
Non so cosa sento per te
Ma se tu mi guardi
Negli occhi un momento
Puoi capire anche da te”
Gino Paoli

gcastronovo.blogspot.it



domenica 2 luglio 2017

                MESSAGGIO DEL MESE ALLA PERSONA  AMATA
Luglio si veste di novembre
Se non arrivi tu.
(Verso tratto dalla canzone “Luglio” di Riccardo Del Turco)


gcastronovo.blogspot.it

sabato 1 luglio 2017

       LUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO…….RICCARDO DEL TURCO
Un dato è certo: d’estate, forse anche grazie alla maggiore luminosità, tutto ci sembra meno grigio se non più bello. Anche i brani musicali estivi, nonostante la loro età, sovente, complice la nostalgia, li ricordiamo perché hanno qualcosa da farci ricordare.
Il brano musicale “Luglio” è senz’altro uno di questi.  E’ una canzone che, pur compiendo quest’anno 49 anni, resta ancora un modello perfetto di canzone per descrivere il senso delle vacanze estive, del mare e di   amori fugaci che nascono e muoiono nello spazio di una sola estate. Un brano che, grazie al suo titolo che ci richiama il mese in cui iniziano ufficialmente le ferie estive, trionfò nei  juke – box di allora e che molti ancor oggi ascoltano ricordando il tempo passato.
L’autore/interprete  Riccardo Del Turco, che con questo brano vince nel 1968 la competizione canora  “Un disco per l’estate”, va ricordato, tra gli altri, anche  per il brano interpretato al Festival di San Remo del 1969 in abbinamento al cantante Antoine dal titolo “Cosa hai messo nel caffè”
Riportiamo qualche strofa del brano luglio.
Luglio, col bene che ti voglio
Vedrai non finirà.
Luglio m’ha fatto una promessa
l’amore porterà.
Anche tu, in riva al mare
Tempo fa, amore, amore
Mi dicevi: luglio ci poeterà fortuna”
poi non ti ho vista più;
vieni, da me c’è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me.
…………
Luglio, stamane al mio risveglio
Non ci speravo più.
Luglio credevo ad un abbaglio
E invece ci sei tu.
……
Luglio ha ritrovato il sole
Non ho più freddo al cuore
Perché tu sei con me.


gcastronovo.blogspot.it

mercoledì 28 giugno 2017


                                AD  OGNUNO  LA  SUA  CARRIERA

                         “Sogno…desidero e prego dal Signore una cosa sola:
                                 SERVIRE PER TUTTO LA VITA I SUOI POVERI
                                                ECCO LA MIA CARRIERA”

Beato Don Carlo Gnocchi

domenica 25 giugno 2017


            SE LA LOGICA NON FREQUENTA LE AULE PARLAMENTARI
On. Straccio: collega Cencio….
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: tutti e due siamo quasi alla fine della nostra seconda legislatura e una riflessione possiamo anche farla.
On. Cencio: io direi anche più di una. Ma tu su cosa vorresti riflettere?
On. Straccio: com’è difficile legiferare senza che la Corte costituzionale annulli le nostre decisioni: basta pensare, tra le altre,  alle leggi sul blocco delle pensioni, alla legge del Ministro Del Rio, così tenacemente voluta da Renzi  – che ha soppresso le Province che però sono ancora  previste in Costituzione – senza che nessuno però si interessi di ponti e cavalcavia che crollano a causa della mancata manutenzione. Per non parlare poi delle leggi elettorali!
On. Cencio: hai ragione! Ma vedi caro collega Straccio..
On. Straccio: che cosa?
On. Cencio: diceva il Minghetti, che fu Presidente del Consiglio negli anni 1863-1864, che “la logica non è quasi mai di casa nelle Assemblee politiche”.
On. Straccio: e gli effetti si riversano sul Paese che paga un conto salato.
gcastronovo.blogspot.it



sabato 24 giugno 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di giugno.

                                    Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio:
                     in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io….
                                   E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
            con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro, alle femmine l’oro…

          O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
                                      Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
                 la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare….


gcastronovo.blogspot.it

giovedì 22 giugno 2017

              MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
TRACCIE SUL CALENDARIO DELL’ANNO SCOLASTICO 2017-2018
                         ECO DAL TRANSATLANTICO
On. Straccio: collega Cencio….
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: dove vai così di fretta?  I lavori in Aula sono sospesi.
On. Cencio: lo so. Vado in sala stampa, c’è il Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli che terrà una conferenza stampa.
On. Straccio: su che argomento?
On. Cencio: non l’hai ancora ricevuto?  Si tratta del Documento Programmatico per il prossimo anno scolastico che illustrerà proprio la Ministra Valeria  Fedeli.  Leggilo, ci sono aspetti interessanti .
On. Straccio:    
                                    “MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
                                                      TRACCIE  SUL CALEDARIO
                                                      DELL’ANNO  SCOLASTICO
                                                                     2017-2018”
f.to Valeria Fedeli Ministro Pubblica Istruzione
Interessante, vengo anch’io.

gcastronovo.blogspot.it


martedì 13 giugno 2017


                UNA  DOMANDA  DA  100.000  PREFERENZE
SIG. PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA      VINCENZO  DE  LUCA
SIG. PRESIDENTE                                            MATTEO RENZI

E’ PIU’ GUSTOSA
LA FRITTURA DI PESCE     O
LA FRITTUTRA DI FORMICHE ALLEVATE NEGLI OSPEDALI NAPOLETANI?
gcastronovo.blogspot.it


venerdì 9 giugno 2017



                      IL PARLAMENTO  E  L’UOVO  MARCIO:  ANALOGIE
Franco: amici…avete visto cosa è successo ieri pomeriggio in Parlamento?
Marco: che cosa?
Franco: nuovo e inaspettato stop in Parlamento, complice il voto segreto, per la nuova legge elettorale!
Renzo: siamo alla paralisi delle nostre istituzioni!
Giacomo: e allora cosa può fare un Parlamento di fatto paralizzato?
Totò: cosa ne pensa il Prof. Vezio?
Vezio: i più dicono che “gli resta solo da galleggiare”
Ludovico: e allora anche il Parlamento è come un uovo?
Vezio :  caro Ludovico hai detto bene!  Ma lo saprai anche tu che “quando l’uovo galleggia è marcio e se lo consumi ti fa male”.  E se, ignorando   questo elementare principio, consumi un uovo stantio, alla fine sei costretto  a recarti dal medico per le cure del caso.
Altrettanto dicasi per le istituzioni: se un Parlamento rimane troppo a lungo a galleggiare senza assumere le necessarie decisioni, poi è il turno dei “medici” che ci propinano medicine alquanto amare. E allora sì che sarebbero guai seri per gli italiani.  Lascio a voi ogni riflessione sulle decisioni, talvolta prive della più elementare logica di ragionevolezza costituzionale  del  “Governo Monti” (pensiamo agli esodati) . Penso, ancora, al blocco della rivalutazione delle pensioni, deciso dal Governo Monti, che non sono né d’oro, né d’argento.  
Rodolfo: e allora cosa può fare questo Parlamento?
Vezio: cerchi  di recare meno danno possibile alla credibilità delle istituzioni democratiche prendendo le decisioni del caso. Del resto non possiamo ignorare che l’articolo sessanta della Costituzione stabilisce in anni cinque la durata delle legislature, non escludendo comunque che durino anche meno come nel caso dello scioglimento anticipato delle Camere.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

domenica 4 giugno 2017

L’AZIONE POLITICA DI RENZI E DI ALFANO TRA L’APOSTOLO GIUDA ISCARIOTA E IL SEN. RINO FORMICA
Totò: amici… avete notato anche voi?
Franco: cosa?
Totò: come tra Renzi Alfano  in tema di  legge elettorale stiano volando anche gli stracci!
Giacomo: siamo allo scontro finale, alle ultime battute di una legislatura che sarà ricordata anche nei libri di storia costituzionale, per una data: 4 dicembre,  quando gli elettori italiani hanno archiviato, bocciandola, la proposta di riforma costituzionale Renzi/ Boschi. Una proposta, possiamo dirlo, che ha tenuto bloccato il Paese per due anni.
Totò: e adesso, dopo la riforma costituzionale,  Renzi  sottopone all’approvazione del  Parlamento una nuova legge elettorale che,  ispirandosi al modello tedesco,  introduce la soglia di sbarramento al 5%. Una soglia contro la quale si è da subito opposto il Ministro Alfano.
Renzo: la verità è che il Ministro Alfano non credeva che il tradimento di Renzi sarebbe arrivato a tanto!
Alessio:  sarà, caro Renzo, come dici tu! Ma allora Alfano  forse è così smemorato da non ricordare…
Salvo: che cosa?
Alessio: quanto disse, a proposito della politica, l’ex Ministro Socialista alle Finanze Rino Formica.
Franco: come la definì?
Alessio: con una espressione  alquanto colorita:  Sangue e Merda”!
Giacomo: e lei, prof. Vezio,  cosa ci dice dell’azione politica di questi due protagonisti?
Vezio: i due politici, oggetto della nostra riflessione?
-chi non ricorda il Renzi che dice all’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta  “Enrico stai sereno”  e finì che qualche settimana dopo  Enrico dovette sloggiare da Palazzo Chigi e passargli le consegne con la cessione  della  campanella  in quella gelida atmosfera immortalata dalle telecamere;
-chi non ricorda Alfano e la pattuglia dei Ministri di Forza Italia che, pur di mantenere l’incarico ministeriale,  abbandonano al suo destino Berlusconi nel momento in cui  il Senato dispone la decadenza dell’ex Cavaliere da Senatore?
Ebbene, amici miei, il loro modo di agire mi ricorda l’Apostolo Giuda Iscariota  - si, proprio quello del bacio -  del quale, in rapporto alla statura politica dei due nostri protagonisti,  possiamo senz’altro dire : “che grande uomo politico sarebbe stato Giuda Iscariota”!
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
gcastronovo.blogspot.it


giovedì 25 maggio 2017


LA VICENDA CONSIP E L’APOCALISSE DI SAN GIOVANNI APOSTOLO

Franco: amici…. che ne dite della  “Vicenda Consip”?
Marco: più leggo i giornali e meno ci capisco. Ho l’impressione, però, che Renzi  figlio con quella telefonata al suo babbo abbia scientemente  voluto scombinare le carte sul tavolo degli inquirenti.
Francesco: sono  troppe le personalità di alto livello al momento coinvolte in questa vicenda: penso    al Comandante dei Carabinieri Tullio Del Sette accusato di avere svelato che c’era un’inchiesta sugli appalti Consip  e a Luca Lotti attuale Ministro dello sport e sottosegretario del Consiglio dei Ministri all’epoca dei fatti, che secondo l’accusa sapendo della presenza delle “cimici” negli uffici dei Dirigenti Consip lo rivelò agli stessi. E’ una circostanza che renderà alquanto difficile la ricerca della  verità! Questa è la mia impressione.
Rodolfo: ma ancora non si è svolto alcun processo, aspetta e la verità dovrebbe venire fuori.
Giacomo:  dubito che la verità possa venire a galla. Ho l’impressione che trattasi di una vicenda il cui intreccio molto difficilmente potrà far emergere la verità dei fatti così come si sono effettivamente svolti. Avremo due verità: una giudiziaria, se mai si arriverà a processo; e una storica dei fatti come si sono realmente svolti. E come il più delle volte avviene le due non necessariamente coincideranno.
Totò: prof. Vezio…Lei cosa ne pensa?
Vezio: ritengo che la presenza di Renzi babbo e di Renzi figlio possa far assumere alla “Vicenda Consip” quella di una storia dalle molte somiglianze con l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo.  Ognuno di noi intuisce che trattasi di una vicenda nella quale vi è certamente un contenuto nascosto che nessuno, neanche l’Autorità giudiziaria,  ancora ha completamente decifrato.  E non è detto che il nostro ex Presidente Renzi  con quella telefonata nella quale redarguisce il padre voglia realmente coadiuvare l’autorità competente a  decifrarlo .
Ecco perché , amici miei, non dobbiamo meravigliarci quando la politica ci viene rappresentata come luogo del potere.
Del resto non possiamo non ricordare che  oltre all’ ordine giudiziario  c’è anche il potere legislativo.  Basta adottare un Decreto legislativo nel chiuso di Palazzo Chigi, anziché  nelle  Aule parlamentari,  che con  sapienza da cesellatore investa, pur non  dicendolo espressamente,  anche la Costituzione, per esempio nella parte in cui disciplina l’ordinamento giurisdizionale, e il gioco è fatto senza neanche avere il fastidio di lunghi dibattiti parlamentari. E qui sta sicuramente una delle chiavi di lettura di questa oscura vicenda dai molteplici risvolti ancora tutti da chiarire. Ma ci sarà qualcuno disposto ad indagare su questo aspetto della vicenda?
Giacomo: prof. mi permetta un’osservazione.  Condivido il richiamo all’Apocalisse, ma oggi il suo discorso mi è sembrato alquanto criptico. Se lei è in possesso della chiave per addentrarci nei meandri più oscuri di questa vicenda lo faccia pure. Qui nel nostro Circolo non ci sono le cimici per cui può esprimere liberamente il suo pensiero.
Vezio: vedo che molti di voi annuite all’osservazione dell’amico Giacomo. Avete ragione! Continuerò la prossima volta, ma venite dopo aver letto e coordinato l’articolo 109 della Costituzione con l’articolo 18-comma 5° del Decreto Legislativo n. 177 del 19.8.2016.
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

martedì 16 maggio 2017

                            L’ITALIA CHE NON CI PIACE            
     BENVENUTI A MODENA: CITTA’ DELLA TASSA SULLO  ZERBINO
Franco: amici… avete letto l’ultima?
Marco: di cosa si tratta?
Franco: di quanto avvenuto a Modena!
Totò: cosa hanno combinato?
Franco: multato il bar perché lo zerbino riportava il nome del locale.
Enzo: ed allora?
Franco: per il Comune era stata elusa la tassa sulla pubblicità! Capito?
Giacomo: fatico a crederci.
Franco: sei libero di farlo.
Giacomo: Franco… ci credo, ma a fatica. Posso dirlo?
Franco: dillo pure, ma è così.
Giacomo: aggiungo: “oramai in Italia possiamo tranquillamente parlare di DITTATURA DELLA TASSAZIONE.
Renzo: lasciatemelo dire:  “DELIRIO DELLA TASSAZIONE”
Giacomo: la voglia di tassare è un cancro che non riusciamo a debellare.
Mirko: io parlerei di fantasia al potere. Modena è vicino a Maranello ed allora nel Municipio,  imitando “le rosse”,  fanno volare anche la fantasia.
Giacomo: se  in Piemonte c’è il Tartufo di Alba con relativa fiera, in Emilia c’è lo “zerbino di Modena” con – fra qualche anno – relativa fiera”
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

mercoledì 10 maggio 2017

                               MENO MALE CHE C’E’ IL SENATO!!
         E COSI’ DICENDO RENDONO LA POLITICA PURA IPOCRISIA

Totò: amici…il dibattito aperto dalla stessa maggioranza di Governo dopo l’approvazione, alla Camera dei Deputati, della nuova versione sulla legittima difesa mi disgusta a tal punto da farmi dire che “più parlano e più si dimostrano, ancora una volta, privi di buon senso e della più elementare esigenza di coerenza”. Credetemi, dico a chiare lettere che “sono disgustato”. Ripeto che non voglio entrare nel merito della nuova versione legislativa sulla legittima difesa, ma sul dibattito aperto dalla maggioranza dopo la sua approvazione alla Camera dei Deputati.
Franco: Totò… ho  ascoltato con interesse le tue dichiarazioni e rimango alquanto perplesso perché non mi sembrano in linea con è il tuo solito  stile! Però le condivido.
Giacomo: spiegaci cosa, in particolare,  ti ha spinto a queste tue affermazioni così forti.
Totò: vi spiego brevemente: l’ex Presidente del Consiglio Renzi, rispondendo alle critiche alla nuova legge da parte dei suoi stessi elettori, ha sconfessato il suo stesso Partito e gli alleati alfaniani che tale norma hanno approvato.  Renzi infatti ha detto: inviterò i Senatori a valutare di correggere la legge”.
Altrettanto perplesso, per non dire altro,  mi lasciano le dichiarazioni del Presidente del Senato Grasso, approdato alla politica ufficiale dopo una vita in magistratura.
Giacomo: cosa ha detto?
Totò: leggo le sue dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera -  ce l’ho qui – “diciamo meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.
Giacomo: quasi quasi mi vien da dire che anche il Sen. Grasso ha scopiazzato i fans di Berlusconi quando intonavano in coro “MENO MALE CHE SILVIO C’E’”.
Rodolfo: Totò si tratta di dichiarazioni - questo è il mio parere – nelle quali non vedo nulla che possa turbarmi come ha turbato alcuni di voi. Se ci sono dubbi sulla formulazione letterale  di una legge la si cambia! Il Senato c’è proprio per questo.
Giacomo: caro Rodolfo non puoi nasconderti dietro un dito! La verità è che sia Renzi che Grasso si rivolgono al Senato, a “quel Senato” cioè a quel ramo del Parlamento   che volevano abolire perché ritenuto  inutile” Qui, proprio qui,  sta lo scandalo di una classe politica – nel nostro caso della maggioranza – la cui incoerenza non conosce limiti.
Vanni: Prof. Vezio……vedo che oggi ha solamente ascoltato in silenzio le riflessioni dei nostri amici. Ma lei cosa ne pensa?
Vezio: Renzi, il suo Partito e la sua maggioranza per due anni hanno di fatto paralizzato la politica italiana per modificare la Costituzione italiana.  Non c’era dibattito nel quale Renzi e i suoi non proponessero l’abolizione del Senato o, in via subordinata, un drastico ridimensionamento delle sue competenze legislative. Ricordo a tutti noi che in Parlamento si levarono autorevoli  voci che chiedevano espressamente che almeno la materia penale rimanesse tra le competenze legislative da lasciare in capo anche al Senato.
Si sosteneva – e a ragione – che quella penale fosse una materia nella quale un supplemento di riflessione non fosse da considerare tempo perso. Non dimentichiamo, amici miei, che veniva messa in gioco la libertà delle persone. E la libertà di ognuno di noi è un valore così prezioso e inestimabile che il tempo dedicato alla sua tutela giammai dovrà essere considerato “perdita di tempo”.  Richiesta inascoltata!
Ebbene, dopo tanta demagogica campagna contro il Senato da parte della maggioranza che sosteneva l’allora Presidente del Consiglio Renzi, adesso sento proclamare  dal Presidente del Senato Grasso “meno male che c’è il Senato”.
L’auspicato intervento del Senato per modificare il testo approvato alla Camera dei Deputati sulla disciplina della “legittima difesa”  pone una seria ipoteca – almeno per i prossimi trenta/quarant’anni – su una nuova proposta di abolizione del Senato. Non si potrà parlare più di abolizione del Senato, un po’ di coerenza non guasta!
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

sabato 6 maggio 2017

                                     LEGITTIMA   DIFESA    ALL’ITALIANA
Il giorno è fatto per amare, amare,
La notte è fatta per sparare, sparare.

Io ho un solo desiderio:
ritrovare la legittima difesa.
Oh, oh, legittima difesa
dimmi dove sei,
non essere un incubo notturno.
gcastronovo.blogspot.it



martedì 2 maggio 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di maggio.

                        Ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga primavera,
        il nuovo amore getti via l’antico nell’ombra della sera, nell’ombra della sera….
                        Ben venga Maggio, ben venga la rosa che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra brindo a Cenne e a Folgore, brindo a Cenne e a Folgore…


gcastronovo.blogspot.it 

domenica 30 aprile 2017


                          C O S I’   P A R L O’   E M I L I A N O    D I    B A R I
Emiliano di Bari, Presidente della Regione Puglia, ex Sindaco di Bari e candidato alla Segreteria del Partito Democratico in alternativa a Matteo Renzi, rispondendo a Monica Guerzoni – Corriere della Sera del 28.4.2017 - che gli chiedeva un giudizio su Renzi così rispondeva:
-ha perso la connessione sentimentale con il Paese;
-a lui importa solo mantenere il sistema di potere del “giglio magico”
-non ha il carattere dello statista, ma dell’adolescente.
Boh, mah! “Che brutta gente” direbbe la maestra di Peppone,  Sindaco del Comune dove svolgeva la missione di Parroco  Don Camillo. Ho l’impressione che le cose  si mettano proprio male!

gcastronovo.blogspot.it

sabato 29 aprile 2017


                              E C H I      D A L     P A R L A M E N T O
                                 COSI’ PARLO’ EMILIANO DI BARI
On. Straccio: collega Cencio…
On. Cencio: dimmi pure.
On. Straccio: hai sentito l’ultima di Emiliano di Bari?
On. Cencio: vorresti dire Nicola di Bari! Quello, per intenderci, che canta “il cuore è uno zingaro e va, catene non ha, il cuore è uno zingaro e va…”
On. Straccio: No! Volevo dire proprio Emiliano di Bari; quello che, dopo essere stato Sindaco di Bari, oggi ricopre la carica di Presidente della Regione Puglia.
On. Cencio: scusami, non avevo capito. Vuoi dire quello che vuole prendere il posto di Matteo Renzi come Segretario del Partito Democratico.
On. Straccio: si, proprio lui!
On. Cencio: e cosa ha detto?
On. Straccio: cose turche.
On. Cencio: cioè?
On. Straccio: intervistato dalla giornalista Monica Guerzoni per il Corriere della Sera del 28.4 2017, parlando di Renzi, ha detto:
-Renzi vuole buttare l’Italia nell’ingovernabilità;
-il suo bilancio politico è disastroso;
-io resto, ma faccio impazzire Matteo.
On. Cencio: è un quadro davvero desolante questo tracciato da Emiliano il barese! Mi chiedo se voglia ancora che gli elettori, dopo aver letto quest’intervista, votino ancora  Partito Democratico.
gcastronovo.blogspot.it



venerdì 28 aprile 2017

                                               DEMOCRAZIA  E  DINTORNI
SVOLGIMENTO DELLA FUNZIONE POLITICA OVVERO RECITA DI UNA COMMEDIA
L’esercizio della funzione politica può essere paragonato alla recita di una commedia da parte dei vari attori ai quali sono affidate le singole parti della commedia medesima.
Si caratterizza, in democrazia, per il fatto che è il popolo sovrano a scegliere gli attori che di volta in volta vengono invitati a salire sul palcoscenico per recitare la parte loro affidata.
Può anche capitare che lo svolgimento della funzione politica, così   come le istituzioni, con il passare del tempo possa  degradarsi ed entrare in uno stato che definiamo di crisi.
In Italia l’attuale degrado e il conseguente stato di crisi, alquanto grave, che caratterizza  lo svolgimento della funzione politica,  è dovuto, tra gli altri,  al fatto che i vari attori,  una volta saliti sul palcoscenico, sono liberi di recitare non più la parte concordata con col popolo sovrano ma quella che più aggrada loro.
La sovranità che,   come recita il II° comma dell’art. 1 della nostra Costituzione, appartiene al popolo, si esercita essenzialmente nella scelta, da parte degli elettori, di un indirizzo politico e di una maggioranza che si è impegnata a realizzarlo. Ma se dopo le elezioni la maggioranza diventa fluida a causa degli spostamenti dei Parlamentari da un gruppo all’altro, così da impedire l’attuazione del programma promesso in campagna elettorale, il meccanismo democratico e conseguentemente quello giuridico-costituzionale si inceppa. Sta prevalentemente  in questo inceppamento l’attuale  crisi del nostro sistema costituzionale.
(Riflessioni del Prof. Vezio svolte aI Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo
gcastronovo.blogspot.it



domenica 9 aprile 2017


                                      RIFLESSIONE  SULL’AMORE
               Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
               A.Camus

               gcastronovo.blogspot.it

martedì 4 aprile 2017

                                    CANZONE DEI DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di aprile.
..........
………..
…………

                             “Con giorni lunghi al sonno dedicati il dolce Aprile viene,
            quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele, che ti chiamò crudele….
                              Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l’amore,
            come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole….”
Francesco Guccini


gcastronovo.blogspot.it

domenica 2 aprile 2017

RIFLESSIONE  DELLA  DOMENICA
                        “La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca
                        e all’insistenza con cui egli resta nella ricerca”.
                        Martin Heidegger

                        gcastronovo.blogspot.it

venerdì 24 marzo 2017

ULIVI,  MARGHERITE E GIGLI:  ESPERIIENZE BOTANICHE DELLA SINISTRA ITALIANA
 Marco: amici…                                       
Franco: dì pure
Marco:  che ne dite del “giglio magico” renziano?
Giacomo: io personalmente  ho l’impressione che tutto sommato questo giglio magico che lo circonda, abbia penalizzato – e non poco -    il nostro ex Presidente.  Ma, non possiamo ignorare un  aspetto ancora più preoccupante: ha proiettato un’ombra sinistra sulla classe politica italiana. Comunque, vedete…
Renzo: che cosa?
Giacomo:  la convivenza della sinistra con la botanica non ha mai portato frutti né abbondanti, né rigogliosi. Ricordate  in proposito?
Marco: che cosa?
Giacomo: le precedenti  esperienze,  non proprio brillanti per la sinistra, dell’Ulivo e della Margherita?
Franco: ricordo bene
Giacomo: ebbene, col giglio magico è la storia che si ripete senza brillare.
(Dai Dialoghi svolti al circolo della Concordia)
 gcastronovo.blogspot.it

mercoledì 22 marzo 2017

           EMILIANO AGITA LE ACQUE NEL PARTITO DEMOCRATICO
Renzo: amici…avete sentito Emiliano?
Marco: Emiliano chi?
Renzo: Emiliano, il Presidente della Regione Puglia, che si è candidato alla Segreteria del Partito Democratico in alternativa a Renzi?
Franco: e cosa ha detto?
Renzo: ha detto   in modo  – da magistrato qual è –  conciso e lapidario: “il Partito Democratico di Renzi a me non piace per niente”.
Franco: Emiliano? Grazie anche  alla sua mole possiamo dire: “il classico elefante in cristalleria” .
Ennio: una cosa però è certa: tutti i sondaggi demoscopici ci dicono con certezza che Renzi sarà riconfermato  Segretario del Partito Democratico . E allora sorgerà un problema per Emiliano: restare comunque nel Partito Democratico o seguire l’esperienza di Bersani, Speranza, del Presidente della Toscana Rossi e delle decine di Parlamentari che sono usciti dal Partito per dare vita ad una nuova formazione Politica?
Giacomo: ma se  il Partito Democratico non piace nemmeno a lui, che sa più segreti di quanto ne possa conoscere un piddino comune, perché dovrebbe piacere agli italiani?  Possiamo dire che il Prof. Ricolfi dell’Università di Torino ha visto bene quando l’ha bocciato sonoramente  con un secco 3 così motivato: “le sue scelte mi sono parse frutto di calcolo”.   
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

martedì 21 marzo 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”,  soffermandoci a riflettere sul mese di marzo.

“Cantando marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo…
          Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta la penitenza vana,
l’ala del tempo batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana….

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
                              Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
           la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare.


gcastronovo.blogspot.it

sabato 18 marzo 2017

SE L’EX PREMIER RENZI E I SUOI CONSIGLIERI AVESSERO LETTO IL QOELET……
Franco: amici…. è da giorni che,  cominciando a capirci poco dell’attuale situazione politica che sta  attraversando  il nostro Paese, mi frulla una domanda per la testa.
Totò: su che argomento?
Franco: mi sto chiedendo come sia possibile una caduta così repentina delle quotazioni politiche del nostro ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi.  Oramai sono un lontano ricordo i giorni nei quali veniva incoronato Segretario del Partito Democratico! Lo ricordo bene: era, lo ricordo bene, il giorno dell’Immacolata del 2013.
Rodolfo: come non darti ragione, caro Franco! Basti pensare che Renzi non ha più la maggioranza neanche nei gruppi parlamentari. Io, a dire il vero, è da giorni che ho incominciato a chiedermi  se dietro questo momento innegabilmente negativo che Renzi sta attraversando non ci sia una qualche indecisione delle stelle , non si nasconda  un intrigo astrale o,  chiamatela se volete,   una congiunzione di stelle a lui particolarmente sfavorevole. Non dimentichiamo che Shakespeare  era solito sostenere che “è tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti”.
Giacomo: caro Rodolfo hai saputo volar alto tra le stelle, ma pur non escludendo del tutto gli intrighi astrali da te evocati, vorrei sentire anche l’opinione di qualcun altro dei presenti.
Alessio: ci esponga il suo pensiero il Prof. Vezio.
Vezio:  nella letteratura latina più di una volta incontriamo il motto il quale afferma che l’uomo “ipsus fingit fortunam est”,  cioè che “l’uomo si costruisce da sé la propria sorte”.  La variante italiana, alquanto nota a tutti noi, ci dice che “la sorte è come uno se la fa”.  E l’altro giorno, complici l’insistente pioggia e il forte vento, non essendo venuto al Circolo riflettevo anch’io sulla domanda che oggi l’amico Franco rivolge a tutti noi. Ebbene, sono arrivato alla conclusione che anche del nostro ex Presidente del Consiglio Renzi possiamo dire che  “la sua sorte è così come lui stesso se l’è costruita”. Vedete….
Giacomo: che cosa?
Vezio: sicuramente tutti noi ricordiamo le parole d’ordine con le quali Renzi scala prima la Segreteria del Partito Democratico e subito dopo la Presidenza del Consiglio:  “rottamare”, “asfaltare” erano i verbi che sentivamo in TV dalla mattina alla sera.
Ma quello che oggi voglio sottoporre alla nostra riflessione è il modo in cui prima annunciava e poi attuava i suoi due verbi:  la rottamazione e l’asfaltatura venivano utilizzati quali veri e propri  “sassi” lanciati anche contro politici che avevano fatto la storia del Partito Comunista Italiano di cui il Partito Democratico è l’erede. Si è trattato anche di politici che avevano ricoperto anche rilevanti cariche istituzionali.
E di sassi il nostro ex Presidente Renzi ne ha lanciati a destra e a manca così tanti da farsi non pochi nemici che si son fatti vivi con il Renzi rottamatore e asfaltatore  in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Come non ricordare poi la pattuglia di Senatori e Onorevoli che ultimamente hanno abbandonato il Partito Democratico provocando una scissione di alcune decine di parlamentari.
E’ una risposta, questa dei rottamati e degli asfaltati, che non ha ancora esaurito tutto il suo potenziale esplosivo nei confronti di Renzi.  Dovete infatti sapere che alla vicenda Renzi e al suo modo  di governare è applicabile non solo quanto ci  insegna la cultura latina, ma anche quanto ci insegna il libro dell’Antico Testamento chiamato  QOELET nel quale leggiamo che

“Per tutto c’è il suo momento,
un tempo per ogni cosa
sotto il cielo:
….
tempo di demolire, tempo di costruire,
…..
tempo di gettare sassi,
tempo di raccogliere sassi,,
tempo di piangere, tempo di ridere
tempo di guadagnare, tempo di perdere”.

Giacomo: Prof. Vezio….. lei ritiene  che Renzi e i suoi consiglieri, prima di prendere certe decisioni,  abbiano dedicato qualche ora di riflessione agli insegnamenti del Qoelet ?
 Vezio: amici miei……lo escluderei nel modo più categorico.   Penso che Renzi e i suoi consiglieri, impegnati com’erano a lanciare sassi, non abbiano avuto  il tempo di riflettere sull’insegnamento del Qoelet.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

domenica 5 marzo 2017

            BOCCIATA L’ATTUALE DIRIGENZA DEL PARTITO DEMOCRATICO
Totò: amici…
Franco: di pure.
Totò: che ne dite di  Michele Emiliano, il Presidente della Regione Puglia?
Giacomo: per me è il simbolo del psicodramma che sta vivendo il Partito Democratico. Vedete…
Marco: prosegui pure.
Giacomo: oramai anche quelle del Partito Democratico sono porte girevoli come quelle di un albergo a ore.
Rodolfo: non ti sembra un’immagine forte?
Giacomo: sarà pure “forte” secondo la tua definizione. Ma l’immagine che ci trasmettono tutti gli attuali principali attori del Partito Democratico è proprio quella di un albergo ad ore: gente che va, gente che viene. Non ho mai capito, ad esempio,  cosa c’azzecchino i montiani di Scelta Civica con il Partito Democratico. Eppure sono stati così  in tanti coloro che abbandonata Scelta  Civica si sono accasati nel Partito Democratico, da potersi parlare di una vera e propria transumanza poco rispettosa dei loro elettori. Stiamo assistendo a  un continuo e incomprensibile andirivieni che disorienta non poco l’opinione pubblica. Sentiamo l’opinione del Prof. Vezio.
Vezio: amici… leggevo proprio qualche giorno fa  l’intervista al prof. Ricolfi dell’Università di Torino da parte del Quotidiano Nazionale. Non ha perdonato proprio nessuno:
a Renzi         ha dato  voto  5.
a Bersani     ha dato coto   5.
a D’Alema   ha  dato voto  4.
 Il voto più basso l’ha assegnato proprio a Michele Emiliano, motivandolo anche: “merita 3 perché le sue scelte mi sono parse frutto di calcolo”.
Totò: riflessioni all’altezza del nome!
Vezio: non è ancora finita! Sempre il Prof. Ricolfi ha così proseguito: “la scissione è solo una conseguenza della ristrettezza mentale e dell’avarizia morale dei protagonisti: la loro priorità non è il Paese, ma avere un ruolo di primo piano nella commedia della politica”
Amici…c’è di che preoccuparsi, piuttosto seriamente, per chi ha a cuore il bene del nostro Paese. E’ un giudizio che nella sua severità mette in dubbio la credibilità dell’attuale ceto politico e quindi anche del partito di loro appartenenza.   E’ un giudizio che getta ombre sul futuro del nostro Paese.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

martedì 28 febbraio 2017

      PARTITO DEMOCRATICO: IL SUO CAOS  E’ UN CASO?.
Totò:  amici… è proprio un gran CAOS  quello che sta attraversando il Partito  Democratico! Gente che va, gente che viene. Gente che entra, gente che esce.
Vezio: devo dirti che hai ragione. Però riflettiamo  un po’ e capirai che l’attuale CAOS non è una COSA che cade a CASO. Vedete…
Giacomo: dica pure Prof.
Vezio: è un CAOS che è anche figlio del  CASO.
Giacomo: e qual è il CASO?
Vezio: si da il CASO che il Partito Democratico vuole diventare stabilmente il più  grande partito italiano. Chi non ricorda il PARTITO DELLA NAZIONE di renziana memoria?
Totò: e allora?
Vezio: il CAOS è il prezzo che deve pagare visto che vuole diventare così grande! Un partito così grande è destinato  inevitabilmente a diventare un po’ come il lungomare di Viareggio l’ultimo giorno di carnevale quando sfilano i carri allegorici. Vedete…
Giacomo: ci spieghi meglio.
Vezio: il Partito Democratico è grande perché sono in tanti, anche se poi ognuno ci sta dentro a modo proprio. Ed è proprio in questa COSA ( in questo modo di stare insieme)  che va individuato l’attuale  CAOS del Partito Democratico.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
gcastronovo.blogspot.it



sabato 25 febbraio 2017

                                      ECHI   DAL   PARLAMENTO
                     COSA  RESTERA’  DI QUESTI  MILLE GIORNI?

On. Straccio: collega Cencio… sei a conoscenza dell’ultima?
On. Cencio: dimmi…., di cosa si tratta?
On. Straccio: persone facenti parte della cerchia più ristretta di Matteo Renzi,  hanno riferito che l’altro giorno l’ex Presidente del Consiglio chiedesse loro cosa pensassero dell’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso. 
On. Cencio: cosa gli hanno risposto?
On. Straccio: uno dei  consulenti più ascoltati gli avrebbe così risposto: “Presidente non ci pensi più”. Pensi piuttosto che è riuscito a superare i mille giorni di permanenza a Palazzo Chigi.
On. Cencio: e Renzi?
On. Straccio: sempre queste persone hanno riferito che Renzi  parafrasando un canzone che l’artista  Raf presentò al festival di San Remo di qualche decennio  fa si mettesse a cantare:
Cosa resterà di questi mille giorni
scivolati via come in un sogno,
ero riuscito a metterne in fila mille
ma il popolo ha infranto i sogni miei
con un  NO, no, no….
di pura protesta
gcastronovo.blogspot.it


domenica 19 febbraio 2017

                        PARTITO   DEMOCRATICO
             IL SEGRETARIO RENZI E LA MINORANZA INTERNA
                                               OVVERO
                           LA FAMIGLIA  DEL  RICCIO  MAT
                          E LA FAMIGLIA DEL CONIGLIO  BULL

Totò: amici… è da un po’ di tempo a questa parte che, a dire il vero, non riesco più a tenere le fila, o se volete,  ci capisco ben poco di quanto sta succedendo in casa del Partito Democratico.
Franco: coraggio, non sei l’unico. Gli stessi protagonisti forse ne capiscono meno di te.
Rodolfo: amici…. non esagerate più di tanto. Si tratta della normale dialettica che si sta svolgendo all’interno  di un partito abituato alla discussione, se volete talvolta dai toni alquanto vivaci,  in preparazione di un congresso.
Giacomo: sarà, caro Rolfo, come dici tu. E’  necessario a questo punto  chiarire, almeno i contorni di questa vicenda che ai più presenta ancora molti lati oscuri e di difficile lettura.  Mi sembra che nel Partito Democratico ci sia molta gente  ( penso a Bersani, D’Alema … una vita dentro il vecchio Partito Comunista prima e poi nei Partiti che negli ultimi decenni ne hanno preso il posto)  la cui storia non ha nulla a che vedere con la storia di Renzi e dei suoi sodali che oggi hanno in mano il Partito. E sono queste persone, cioè la vecchia guardia,  a non volerlo più alla guida del loro partito. Comprendo la difficoltà a descrivere un dibattito che,  svolgendosi  quasi esclusivamente  all’interno del Partito Democratico, appare di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. Darei la parola al Prof. Vezio nella speranza che almeno lui riesca a schiarirci le idee.
Vezio. grazie. Spero di essere il più chiaro possibile.
Ebbene: era una gelida serata di un inverno abbastanza nevoso; tutti gli abitanti del bosco erano oramai al sicuro nelle loro calde tane.
Solamente il riccio Mat   con la mogliettina  Ele  e il figlioletto Teo  erano ancora in cerca di un posto caldo dove passare la nottata.
Cammin facendo incontrarono il coniglio  Bull  che se ne stava sulla soglia di casa, mentre sua moglie, la coniglietta  Noe,  all’interno della casa preparava la cena e teneva a bada la loro figlioletta Comi.
Il riccio Mat, vedendo il figlioletto  Teo  infreddolito, chiede,  su consiglio della sua mogliettina Ele,  al coniglio  Bull di ospitarli per la notte stante che il figlioletto era febbricitante.
La coniglietta Noe, incuriosita dal dialogo, si avvicina all’uscio e vedendo il piccolo riccio Teo febbricitante ne ha compassione e propone al marito di ospitarli per la notte.
Il piccolo Teo, al sentire la proposta della coniglietta Noe, abbraccia e bacia la coniglietta Comi per la gioia.
Il riccio Mat tranquillizza il coniglio Bull e i suoi familiari assicurando che la sua famiglia, per non disturbare la loro intimità, si sarebbe posizionata all’ingresso della loro casa.
Il coniglio Bull e la sua mogliettina  Noe  scrutarono fuori e   capirono che la nevicata appena iniziata preannunciava una  notte abbastanza fredda. Impietositisi della situazione accolgono gli inaspettati ospiti.
Tutto sembra procedere bene   quando la coniglietta Comi incomincia a chiamare la mamma  Noe   perché il piccolo riccio  Teo le pizzicava il sederino.
Passa un po’ di tempo e anche  Noe si lamenta perché il riccio  Mat aveva punto anche lei nel sedere.
Nel trambusto conseguente a questi fatti la famigliola del riccio Mat si ritrovò all’interno della tana, mentre la famiglia del coniglio Bull si ritrovò alla sua imboccatura.
La famiglia del riccio Mat a furia di pungere con i loro pungiglioni costringono i conigli a uscire dalla tana.
Il coniglio Bull lamenta al riccio Mat la situazione creata dal comportamento  suo e dei suoi familiari.
Il riccio  Mat, risponde dicendo:  ‘’se sentite caldo uscite un po’ a rinfrescarvi all’area aperta, siete liberi di fare ciò che volete; a voi la scelta’’.  Mentre diceva ciò, con i loro pungiglioni  Mat, la mogliettina Ele e il figlioletto Teo  spingevano i padroni di casa decisamente verso l’esterno.
Per non annoiarvi, mi fermo qui. Adesso spetta a Voi proseguire i la  riflessione,
Giacomo: credo di poter interpretare i sentimenti di tutti noi dicendo un grazie sincero al Prof. Vezio per la lucidità del suo intervento.   La vicenda che ci ha così magistralmente esposto è molto più istruttiva  dei   numerosi dibattiti, il più delle volte inconcludenti perché autoreferenziali, che in questo periodo  si svolgono anche all’interno dello stesso Partito Democratico.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

sabato 4 febbraio 2017

AQUILONI

Se hai voglia di vivere
abbi anche voglia di volare.
Il vento, che sa  dove andare,
farà la sua parte:
ti porterà da me.
Saremo due aquiloni
a volteggiar nel cielo.
Giuseppe Castronovo

gcastronovo.blogspot.it

giovedì 2 febbraio 2017

Febbraio Guccini
Proseguiamo nella lettura e riflessione del  testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata “Canzone dei dodici mesi”,  soffermandoci a riflettere sul mese di  febbraio.

Viene febbraio, e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, in carnevale impazza…
L’inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza.

gcastronovo.blogspot.it

lunedì 30 gennaio 2017

            DUELLO TRA MICHELE EMILIANO E MATTEO RENZI
                                        ECHI  DAL  PARLAMENTO

On. Cencio: collega Straccio…che ne dici….
On. Straccio: di che cosa?
On. Cencio: della presa di posizione, piuttosto dura, del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio, ma comunque ancora attuale Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi.
On. Straccio: in questo periodo ho seguito maggiormente la tragedia che ha coinvolto le popolazioni del Centro/Italia.  Cosa ha detto il maciste di Bari?
On. Cencio: intervistato da Lucia Annunziata nel suo programma domenicale  - In Mezz’ora  di ieri 29.1.2017 ha detto: “Renzi parla fuori dal quadro….Non può fare degli italiani e del Partito quello che gli pare. La sua sopravvivenza politica è un problema suo”.
On. Straccio: dichiarazioni un po’ ardite.
On. Cencio: Emiliano….? L’uomo che vuol far ballare Renzi.

gcastronovo.blogfspot.it

giovedì 26 gennaio 2017

IL MINISTRO GIULIANO POLETTI,  IL CANTANTE MARIO MEROLA E IL DRAMMA DELL’EMIGRANTE.

Totò:  amici…devo farvi una confessione: c’è qualcosa che, nonostante sia trascorso più di un mese dai fatti, non riesco ancora a metabolizzare.
Renzo: a cosa ti riferisci?
Totò: alle continue gaffe commesse dal nostro Ministro al Lavoro   Giuliano Poletti.
Ennio: e dire che si tratta di un politico abbastanza  “navigato” dal quale nessuno poteva aspettarsi  simili “scivolate”!.
Giacomo: mi parlate di “gaffe”  e di scivolate”!  Siete troppo buoni! Io parlerei di insensibilità nei confronti di coloro che vivono il dramma della disoccupazione  prima  e dell’emigrazione poi.
Mimmo: frasi, queste del Ministro  Poletti,  che mi sorprendono non poco e mi amareggiano altrettanto.
Giacomo:  ha fatto decisamente scalpore, per i suoi toni decisamente forti , quando ha detto:  “Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi” .
Alessio: mi sia consentito esprimere il mio pensiero. Il Ministro Poletti questa volta ha parlato utilizzando quella parte del corpo che Carla Fracci utilizzava per lavorare e noi comuni mortali utilizziamo per camminare.
Giacomo: vorrei ascoltare l’opinione del Prof. Vezio.
Vezio: amici ….grazie; non vorrei dire banalità. Per noi italiani questo dell’emigrazione è un fenomeno antico che ci parla non solo  di mancanza di lavoro e di fame. Si tratta di  un fenomeno che ci parla anche del dramma dovuto all’abbandono dei propri cari. Forse il Ministro non ha mai  sentito cantare o letto la canzone “Lacreme napulitane” portata al successo dall’interprete Mario Merola. Basta leggerne qualche strofa e avrebbe capito la vita dell’emigrante.
….
E nce ne costa lacreme st’America
A nuje Napulitane!
Pe nuje ca ce chiagnimmo ‘o cielo ‘e Napule,
comm’è amaro stu pane.
…….
Mme sonno tutte nnotte à casa mia
E de ccriature meje ne sento ‘a voce..
E nce costa lacreme st’America
a nuje Napulitane!
….
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

venerdì 20 gennaio 2017


Adgnosco veteris vestigia flammae (Virgilio, Eneide, IV, 23). Conosco i segni dell’antica fiamma.
Detto da Didone alla sorella cui confida di essersi innamorata di Enea.

Proseguiamo a meditare, insieme al lettore, il tema dell’amore. Leggiamo e gustiamo, questa volta,  una delle più belle poesie  della poetessa  Alda Merini.

“IO SONO FOLLE D’AMORE PER TE”

Io sono folle, folle, folle d’amore per te.
Io gemo di tenerezza perché sono folle,
folle, folle
perché ti ho perduto.

Stamane il mattino era così caldo
che a me dettava quasi confusione
ma io ero malata di tormento ero malata
di tua perdizione.
Alda Merini
gcastronovo.blogspot.it

  

domenica 15 gennaio 2017

TERRA  MIA

Terra mia, amata mia Sicilia,
ti penso sempre per quanto
lontan tu sia.

Vorrei dimenticarti, ma non posso;
la nostalgia più forte
è di me stesso.

Guardo gli alti monti
e penso i dolci colli.
Guardo un piccol specchio
e penso l’azzurro del tuo mar.

Luoghi dell’infanzia mia ,
dolci ricordi di un tempo
che fu…
Giuseppe Castronovo

gcastronovo.blogspot.it

lunedì 9 gennaio 2017


                                           RIFLESSIONE  DI  INIZIO  ANNO
Cos’è l’eternità?

Quel giorno che non avrà né ieri, né domani.

martedì 3 gennaio 2017

Adgnosco veteris vestigia flammae   (Virgilio, Eneide, IV, 23).  Conosco  i segni dell’antica fiamma.
Detto da Didone alla sorella cui confida di essersi  innamorata di Enea.

Nel corso di quest’anno inviteremo il lettore a meditare il tema dell’amore attraverso l’analisi di  quelle poesie che la critica considera tra le più belle di tutti i tempi in assoluto.

“ALL’AMATA”
Se leggi questi versi,
dimentica la mano che li scrisse:
t’amo a tal punto
che non vorrei restar
nei tuoi dolci pensieri,
se il pensare a me
ti facesse soffrire.
William Shakespeare

gcastronovo.blogspot.it

lunedì 2 gennaio 2017


Abbiamo scelto la canzone composta da Francesco Guccini intitolata “Canzone dei dodici mesi”  perché ci segua nell’arco di questo nuovo anno. Inizieremo ognuno dei dodici mesi con la relativa riflessione del poeta Guccini.
Gennaio
Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo
malato…
Sono distese lungo la pianura bianche fila di campi,
son come amanti dopo l’avventura neri alberi stanchi, neri alberi
stanche…
gcastronovo.blogspot.it