lunedì 13 novembre 2017


                                    CANZONE  DEI  DODICI  MESI

Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di novembre.

                             Cala Novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti
               lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti…
                             Cade la pioggia e il tuo viso bagna di gocce di rugiada
               Te pure, un giorno, cambierà la sorte in fango della strada, in fango della strada…


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domenica 12 novembre 2017



                                 LA  DOMANDA  DELLA  DOMENICA
                                                  “A proposito di politica, ci sarebbe
                                                  qualche coserellina da mangiare?”

                                              da “La legge è legge”.  Totò 1958

mercoledì 8 novembre 2017

NOVEMBRE 2017: ELEZIONI RINNOVO ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA   
                                                     IL RITORNO  DI  SILVIO

Amor, devi ancor sperar,
Silvio è tornato, la nostra guida sarà.
Grazie Sicilia che hai creduto in Lui, in Lui.

Vedrai che tutto cambierà:
Silvio è tornato, la nostra guida sarà.
Staremo in pace nella mia casa
io e te, io e te.

La nostra Italia da Lui promessa
con Lui rinascerà,
un Governo adesso avrà
la crisi se ne andrà da noi.

La nostra Italia con Berlusconi
nel mondo brillerà
stimata ancor sarà
e pace porterà dovunque lui andrà.

Amor, non piangere mai più,
Silvio ci dice non disperate mai più.
Amore mio dobbiamo credere in Lui, in Lui.

Amore mio

*  musica  *

La nostra Italia con Berlusconi
nel mondo brillerà
stimata ancor sarà.
La pace regnerà
tra noi, tra noi,
 tra noi.
*Si può cantare accompagnati dalla melodia della canzone “La nostra casa in cima al mondo” di P. Donaggio e V. Pallavicini, interpretata al Festival di San Remo del 1966 dallo stesso Donaggio e da Claudio Villa.
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venerdì 3 novembre 2017


                                 E C H I   D A L   P A R L A M E N T O
                 LE ELEZIONI  SICILIANE  E  RENZI  L’AMERICANO
On. Straccio: collega Cencio…
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: davvero incomprensibile il comportamento del fu Presidente del Consiglio e oggi Segretario del Partito Democratico  Matteo Renzi!  Non saprei definirlo diversamente.
On. Cencio: a che proposito?
On. Straccio: mi riferisco alla strategia di Renzi sulle prossime elezioni regionali siciliane. Ha definito – e secondo me sbagliando clamorosamente –il voto della IV^ Regione italiana per popolazione  “voto locale”.
On. Cencio: peggio ancora andandosene in America proprio in questi giorni, quando è da qualche settimana  che Grillo, Berlusconi, Salvini, Meloni  ed altri stanno visitando le principali località dell’Isola.
On. Straccio: forse è da analizzare il suo comportamento: stanco di essere definito “il rottamatore” ,
 adesso “vuol far l’americano” .
On Cencio: sostenibile la tua analisi! Ma io vorrei dire a Renzi:
“Come te po’ capir u siciliano
Si tu lle parli miezzo americano?
Tu vuò fa l’americano
Mericano, mericano
Ma sì nato a Rignà
Sient’  a mme, nun ce sta niente ‘fa
Ok Rignànes
Tu vuò fa’ ll’american
Tu vuò fa’ llamerican
Ma tu sì  u Rignànes
Ma tu sì u Rignànes


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giovedì 26 ottobre 2017

                                  P E N S I O N E  A   QU O T A   67
 
E’ compatibile l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni     con il primato del più alto tasso di disoccupazione giovanile che l’Italia vanta in Europa?
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Giuseppe Castronovo

domenica 22 ottobre 2017

BANCA ETRURIA E LA SCALATA ALLA BANKADITALIA. VENGO ANCH’IO? NO TU NO

Si potrebbe andare tutti quanti in Banca Etruria.
Vengo anch’io, no tu no.
Per vedere se i nostri risparmi sono ancora al sicuro.
E gridare aiuto, aiuto  li han portati già via.
E vedere di nascosto l’effetto che fa.

Vengo anch’io. No, tu no.
Vengo anch’io. No, tu no.
Ma perché? Ma perché?
Il tuo cuore regger non può.

Si potrebbe andare or che novembre è vicino.
Vengo anch’io, no tu no.
Con la lettera di Banca Etruria al Camposanto.
E dire  a chi ci aveva affidato i suoi risparmi
che con Banca Etruria  fallita
 i suoi risparmi non ci sono più.

Vengo anch’io. No tu no.
Vengo anch’io. No tu no.
Ma perché? Ma perché?
Il tuo cuor regger non può.

Si potrebbe poi ascoltare un triste lamento .
Lo sento anch’io.  Lo sento anch’io.
È la voce di chi ci aveva affidato i suoi risparmi.
Impreca e dice a   voce sempre più alta
A li boscacci sua, a li boscacci sua.
Lo sento anch’io. Lo sento anch’io.

Si potrebbe infine scalare la Bankaditalia
Il mio piano è già pronto in ogni dettaglio.
Puffone…puffone…puffone… puffone…
Vengo anch’io? Per ora no.
Vengo anch’io? Per ora no.
*Si può cantare accompagnati dalla melodia dell’indimenticabile canzone interpretata da Enzo Jannacci “Vengo anch’io? No, tu no”

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mercoledì 18 ottobre 2017


LE VERITA’ NASCOSTE OSSIA LE VERE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO IL PARTITO DEMOCRATICO ALL’APPROVAZIONE DELLO  JUS  SOLI.
Cecè: amici….il tema da serio, come poteva essere qualificato all’inizio, adesso incomincia a diventare, se me lo permettete,  divertente nello stesso tempo.
Franco: di cosa stai parlando?
Cecè: dello sciopero della fame del Ministro del Partito Democratico Graziano Delrio il quale vuole a tutti i costi che il Parlamento approvi  la  nuova legge sulla cittadinanza prima della fine di questa legislatura .
Rodolfo: Cecè perché ti esprimi così?
Cecè: mi lasciano alquanto perplesso le modalità con le quali i politici del Partito Democratico stanno portando avanti lo sciopero della fame. Si parla di “sciopero  a  staffetta”: un paio d’ore a testa.
Giacomo: anch’io ho letto dello sciopero a staffetta! Posso dirvi la mia opinione: non mi sembra questo il modo di affrontare un problema, questo dello  “Jus soli”,  che ha implicazioni di grande rilievo.  E  siccome
in questo ultimo scorcio di questa travagliata legislatura è diventato un tema alla cui approvazione   il Partito Democratico tiene tanto, ritengo opportuno che l’argomento ci sia illustrato, se siete d’accordo, da un esperto; e noi abbiamo il Prof. Vezio al quale chiedo di spiegarci un po’ l’argomento esaminando prima l’attuale disciplina e poi le proposte di riforma.
Ludovico: condivido la proposta dell’amico Giacomo.
Franco: anch’io.
Giacomo: grazie amici. Vedendo che siamo tutti d’accordo dò la parola al Prof. Vezio.
Vezio: grazie per la fiducia. Cercherò di essere il più chiaro e obiettivo possibile. Ebbene: cercheremo anche di capire quali siano le conseguenze, aventi valenza giuridica, una volta approvata la legge sullo “jus soli”. Mi sembra infatti che si tratti di un aspetto di cui si sta parlando piuttosto poco.

E’ ovvio, però,  che  esamineremo anche il disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento nella parte in cui intende modificare la normativa che attualmente disciplina l’acquisto della cittadinanza italiana.
Ebbene, la normativa attualmente in vigore, in tema di cittadinanza, stabilisce che:
-I° sia cittadino italiano di diritto colui che abbia almeno un genitore in possesso della cittadinanza italiana.
Si parla in questo caso di  “jus sanguinis”;
-II° sia cittadino italiano chi nasce nel territorio italiano da genitori ignoti o chi permane sul territorio italiano   e sia privo di un’altra cittadinanza. Si parla in questo caso di “Jus soli”.

La riforma in discussione in Parlamento amplia i casi nei quali possa venire attribuita la cittadinanza italiana.  A tal fine stabilisce che:
-I° sono cittadini italiani tutti coloro che nascono in Italia da genitori stranieri, purché  almeno uno dei due
genitori sia in possesso del  diritto di soggiorno permanente.  Si tratta di un diritto che viene riconosciuto al cittadino dell’Unione Europea e ai suoi familiari dopo  che abbiano legalmente soggiornato in via continuativa per almeno 5 anni nel territorio italiano.  Così il Decreto legislativo n. 30 del 2007, art. 14.
-II° sono cittadini italiani tutti coloro che nascono in Italia da genitori stranieri, purché almeno uno di due genitori sia in possesso  permesso di soggiorno di lungo periodo. Trattasi di un permesso che viene rilasciato a chi, extraeuropeo, sia  titolare da almeno 5 anni di un permesso di soggiorno in corso di validità oltre ad atri requisiti elencati nel Decreto legislativo n. 286 del 1998, art. 9;
-III° acquistano il diritto alla  cittadinanza italiana coloro che non hanno ancora raggiunto la maggiore età (18° anno )  ma che siano nati in Italia o che siano entrati in Italia entro il 12° anno di età , purché abbiano frequentato regolarmente un percorso formativo di almeno 5 anni nel nostro Paese.
Si parla in questo caso di Jus culturae”.
Giacomo: credo di interpretare i sentimenti di tutti i presenti ringraziandola per l’esauriente esame  della legislazione in vigore e delle proposte di modifica in discussione in tema di cittadinanza.  Potrebbe anche farci un esame delle conseguenze di ordine giuridico una volta che venisse approvato il disegno di legge governativo?
Vezio: caro Giacomo la tua è una domanda un po’ insidiosa perché potrebbe indurmi a qualche riflessione soggettiva; cercherò, comunque, di essere  il più obiettivo possibile. Ebbene, tutti  noi sappiamo, per averne già discusso altre volte, che le leggi, e quando dico leggi intendo dire tutte le leggi vigenti in un dato momento:
-compongono in ogni momento della loro vigenza un’unità inscindibile;
-si integrano e si interpretano l’una per mezzo delle altre.

Tutto ciò avviene anche nei rapporti tra la legge sulla cittadinanza e la legge che disciplina le elezioni politiche e amministrative.
E la nostra Costituzione attribuisce un così alto valore all’istituto della cittadinanza che lo troviamo riportato  addirittura quattro volte tra i primi dodici articoli facenti parte dei “Principi fondamentali” e in un’altra decina di articoli.
Ora poiché    l’articolo 48 della Costituzione stabilisce che “sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età”,  ne consegue che la nuova legge sulla cittadinanza, una volta entrata in vigore, si integrerà, si interpreterà e dovrà inevitabilmente essere applicata  in modo da formare un tutt’uno anche con l’articolo 48 della Costituzione ora citato.
Ora poiché  la nuova legge in discussione   comporterà come diretta conseguenza  l’ampliamento della platea dei cittadini italiani, aumenterà anche il numero degli elettori. E un importante quotidiano a tiratura nazionale, riportando i dati di una indagine commissionata in proposito, ha scritto che gli immigrati valgono almeno il 5% dei voti.
La partita che sta conducendo il Partito Democratico sulla cittadinanza, così stando le cose, è una partita avente, anche se non detto esplicitamente,  riflessi  diretti e immediati anche sulla Costituzione e sul diritto di elettorato sia attivo che passivo. Non a caso possiamo forse qualificare la legge sulla cittadinanza “paracostituzionale”.
Nel ringraziarvi  per la pazienza dimostratami nell’ascoltare questo supplemento al mio originario intervento richiesto dall’amico Giacomo, ridò a voi la parola.
Giacomo: amici… consentitemi una nota aggiuntiva alla relazione del Prof. Vezio: non possiamo non ricordare  il politico democristiano, non ricordo se sei o sette volte Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti   il quale era solito dire che   “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.
Ebbene, ritengo non ci sia aforisma più adatto di questo per descrivere lo stato di grande agitazione ed eccitazione con le quali  la classe dirigente del Partito Democratico affronta questo tema: se sono in periodo di piena transumanza i pastori con i loro greggi in cerca di nuovi e verdeggianti pascoli, altrettanto possiamo dire della classe dirigente del Partito Democratico, consapevole com’è che la  “Vicenda Esodati”  prima e la  “Vicenda Banche” dopo hanno alienato decine di migliaia di elettori. Per ricorrere ai ripari la dirigenza piddina è andata alla ricerca di nuovi pascoli e li ha trovati negli immigrati.  E il Partito Democratico soluzione migliore dell’assegnazione della cittadinanza e conseguente diritto di voto a qualche milione di nuovi elettori non poteva trovare.
Cecè: capisco che la politica abbia le sue strategie; ma bisogna anche avere il coraggio di dire perché si fanno certe scelte. E al Partito Democratico, sarà una mia personale sensazione,  questo coraggio sta mancando.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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domenica 8 ottobre 2017

                      R I F L E S S I O N E    D E L L A   S E T T I M A N A
                                             L’AUTENTICITA’ DELL’AMORE

                                   Perché ci sia autentico, vicendevole e sincero amore
                                    è necessario che i due, oltre a guardarsi l’un l’altro,
                                    guardino insieme nella stessa direzione.
                                    Giuseppe  Castronovo

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giovedì 5 ottobre 2017


                                CANZONE  DEI  DODICI  MESI*

Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da  Francesco  Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi” soffermandoci a riflettere sul mese di  ottobre.

                        ”Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
  nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebrezza, prepari mosto e ebrezza …
                           Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
        lungo i miei monti colorati in rame fumano  nubi basse, fumano nubi basse…     

O giorni, o mesi  che andate sempre via,  sempre simile a voi è questa vita mia.
                               Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
            la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare…

*Canzone pubblicata  per la prima volta nell’album “Radici” del  1972


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domenica 24 settembre 2017


                                   RIFLESSIONE  DELLA  DOMENICA 
FENOMENO  STUPRI: COSA STA SUCCEDENDO? COME LA POLIICA AFFRONTA IL PROBLEMA?

10, 10%: sono numeri che ci parlano di una ferita  che le donne quotidianamente subiscono nel nostro Paese.
Il primo indica il numero degli stupri che vengono perpetrati ogni giorno, ossia il numero delle donne la cui dignità viene offesa.
Il secondo il numero degli stupri che vengono denunciati: una percentuale alquanto bassa! Sono molte infatti le violenze che vengono subite nel più assoluto silenzio.
Purtroppo anche la Politica, nel parlare del fenomeno, ha lanciato in questi giorni qualche messaggio sbagliato che disorienta non poco l’opinione pubblica.
 Appartiene sicuramente a questa categoria quanto espresso dal Senatore D’Anna secondo il quale “il  corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo….E’ un istinto…”
Altrettanto esecrabile l’affermazione dell’Avvocato  Carmen Di Genio, addirittura componente del  Comitato Pari opportunità presso la Corte d’Appello di Salerno. La Di Genio ha sostenuto in un pubblico dibattito che “non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare.
Trattasi di affermazioni le quali impongono qualche consiglio agli autori di simili affermazioni.
Puntuali ci sembrano quelli del Prof. Vezio, presentati al Circolo della Concordia, che riportiamo qui sotto.
-I°    FACCIANO SI’ CHE GIAMMAI LA LORO LINGUA PRECEDA IL PENSIERO.
-II°   SIANO PIU’ AVIDI DI ASCOLTARE CHE DI PARLARE.
-III° IN CERTE CIRCOSTANZE FACCIANO SILENZIO, OPPURE DICANO, DOPO AVER BEN ATTENTAMENTE RIFLETTUTO COSE MIGLIORI DEL SILENZIO.
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Giuseppe Castronovo


lunedì 18 settembre 2017


A  PROPOSITO  DI  STUPRI: IL  PENSIERO  DEL  SENATORE   VINCENZO  D’ANNA
Renzo: amici…siete venuti  a conoscenza delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del Senatore Vincenzo D’Anna,  esponente di primo  del gruppo A. L. A. ?
Totò: si, ho sentito qualcosa sul dilagare del fenomeno degli stupri,  ma ancora non ho ben capito  cosa c’entri il Sen. D’Anna.
Renzo: spiego anche per chi non conosce affatto la vicenda. E’ avvenuto che il Sen. D’Anna, intervenendo a un dibattito sui vari casi di stupro perpetrati negli ultimi mesi nel nostro Paese, ha espresso il suo pensiero su questi drammatici fatti ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università di Studi Niccolò Cusano.
Ludovico: cosa ha detto per suscitare così tante polemiche?
Renzo:  dopo aver puntualizzato che non è affatto maschilista, ha proseguito affermando che “il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo. E’ un istinto, sarà primordiale, sarà ancestrale, quello che volete. …Le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell’aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto,  fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione  di  disponibilità….”
Giacomo: riprendo il termine usato dal Sen. D’Anna  per dire che proprio il “contesto”  socio/politico in cui viviamo avrebbe dovuto indurlo  a meglio riflettere prima di esprimersi in questi termini. Espressioni quanto meno censurabili, anche per l’alta carica ricoperta dal Sen. D’Anna
Lorenzo: se sono queste le persone che ci rappresentano ai massimi livelli e svolgono anche il ruolo di legislatori c’è proprio da preoccuparsi!
Ludovico: prof. Vezio quale consiglio darebbe al Sen. D’Anna?
Vezio: veramente avrei da dargli non uno ma tre consigli. Gli direi: Senatore, dopo aver ascoltato il suo intervento sul problema degli stupri, mi permetta tre semplici consigli:
-I° FACCIA SI’ CHE GIAMMAI  LA SUA LINGUA PRECEDA IL PENSIERO.
-II° SIA PIU’ AVIDO DI ASCOLTARE CHE DI PARLARE.
-III° IN CERTE CIRCOSTANZE FACCIA SILENZIO, OPPURE DICA, DOPO AVER BEN RIFLETTUTO, COSE MIGLIORI DEL SILENZIO.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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Giuseppe Castronovo

giovedì 14 settembre 2017


                                   CONTRADDIZIONI ROMANE
 L’ACQUA SCARSEGGIA MA ROMA E I ROMANI SONO CON L’ACQUA ALLA GOLA

Salvo: amici…ma questi  Romani sono proprio degli sfigati!
Totò: come mai questa tua esternazione?
Salvo: leggo come voi, ascolto i telegiornali come voi e ho notato che quando parlano di Roma incominciano con una litania che oramai ho imparato a memoria:
-A. T. A. C. , cioè Azienda Trasporti Pubblici: “prossima al fallimento”;
-Rifiuti urbani e Igiene ambientale: “la città non offre ai turisti una bella immagine di sé e dell’Italia tutta”. E grazie alla presenza di rifiuti  urbani non sempre raccolti con la tempistica programmata  molto spesso i turisti incontrano gruppi di topi a passeggio per le strade capitoline.
Giacomo: per non dimenticare cosa è venuto a galla quando la Magistratura ha scoperchiato la gestione politico amministrativa della nostra Capitale! MAFIA CAPITALE E’ DIVENTATO IL SOTTOTITOLO FISSO DI ROMA CAPITALE.
Tutto ciò mi fa capire perché – così come ci dicono le cronache giornalistiche – Roma e i suoi abitanti oramai  sono con l’acqua alla gola.  Questa è la mia opinione.
Ludovico: e la sua, Prof. Vezio, qual è?
Vezio: in effettui quante disavventure sulle spalle della nostra Capitale! Chi non ricorda poi la “vicenda Casamonica”? Una vicenda che ha  messo una seria ipoteca sull’immagine di  questa Città davvero disastrata.
Roma? Amici miei ancora una volta è il simbolo delle italiche contraddizioni .
Marco: in che senso?
Vezio: l’amico Giacomo ci dice che Roma e i Romani ormai sono con l’acqua alla gola”.  Una bella metafora che nella sua palese contraddizione evidenzia il dramma della nostra Capitale.
Ludovico: prof. dove sta la contraddizione?
Vezio: i Romani con l’acqua alla gola (ed è proprio così) proprio nella stagione estiva di un’annata nella quale la scarsità di precipitazioni, provocando il quasi prosciugamento del lago di Bracciano, ha fatto temere per l’approvvigionamento idrico della città.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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martedì 12 settembre 2017


                          CANZONE  DEI  DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi” soffermandoci a riflettere sul mese di settembre.

                    “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età,
                      dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità…
                      Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
                      come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…

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sabato 9 settembre 2017


           QUALCHE  CONSIGLIO  DI   MONTESQUIEU  AI  POLITICI

“Meno si ha da riflettere, più si parla.  Pensare è parlare a se stessi; e quando si parla a se stessi, neanche viene in mente di parlare agli altri”.

(Montesquieu)

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Giuseppe Castronovo


lunedì 4 settembre 2017


                        SETTEMBRE  NELLA  POESIA  ITALIANA

                                                     Pastori d’Abruzzo
                                     Settembre, andiamo.  E’ tempo di migrare.
                                      Ora in terra d’Abruzzi  i miei pastori
                                      lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
                                      scendono all’Adriatico selvaggio
                                      che verde è come i pascoli dei monti.
                                      ……
                                      ……
                                     Ora lungh’esso il litoral cammina
                                     la greggia. Senza mutamento è l’aria.
                                     Il sole imbionda sì la viva lana
                                     che quasi dalla sabbia non divaria.
                                     Isciacquio, calpestio, dolci romori.

                                     Ah perché non son io co’ miei pastori?
                                                                                       Gabriele D’Annunzio

Il Poeta, autentico figlio dell’Abruzzo (nasce a Pescara il 12 marzo 1863, muore a Gardone Riviera  in provincia di Brescia il I° marzo 1938), esprime in questa famosa lirica un acceso e malinconico pensiero ai pastori delle sua terra che, in settembre, dai monti scendono nella pianura per trovare un clima più mite e pascoli più abbondanti  per le loro greggi, anche nella stagione invernale.  Pensiero che si sublima in amore quando il Poeta per ben due volte  (alla II^ riga della I^ strofa e alla riga conclusiva) fa precedere il sostantivo pastori dall’aggettivo possessivo miei. Non sfuggirà al lettore come i verbi della prima strofa  andare, migrare, lasciare, scendere  riescono ad accentuare il senso di malinconia che accompagna il ricordo dei luoghi della sua infanzia in uno dei momenti più suggestivi  della vita agropastorale: la transumanza. Da notare, poi, come nella riga conclusiva il Poeta, pur sapendo di non appartenere più a quel mondo , manifesta comunque  il desiderio di stare con i suoi pastori.

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Giuseppe Castronovo

martedì 29 agosto 2017

SIETE IN VACANZA  E IL VOSTRO PATNER E RIMASTO IN CITTA’? CONSIGLI PER TRANQUILLIZZARLO
Può capitare che  la persona da voi amata non sia, per motivi di lavoro, in vacanza con voi; e tale situazione crei uno stato di apprensione  in chi è rimasto in città a lavorare.  Vi chiederà, ad esempio, se hai fatto nuove amicizie, se ti invitano a cena, di dove sono.
Per tranquillizzarlo potete dire: si, qui ho trovato tanta gente, anche simpatica, ma ti assicuro che  ( e gli cantate la canzone “Come te non c’è nessuno”, interpretata da Rita Pavone).

“Come te non c’è nessuno
Tu sei l’unico al mondo;
….
….
Amore dimmi
Cosa mai posso fare per te?
I pensieri dividi con me.
Io ti voglio aiutare, amore amor.

Come te non c’è nessuno
è per questo che t’amo.

Come te non c’è nessuno
nessuno…nessuno…

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Castronovo Giuseppe






sabato 26 agosto 2017

LA BIBBIIA CI SPIEGA PERCHE’ IL CORTEO ANTISGOMBERI SVOLTOSI A ROMA FOSSE COSI’ NUMEROSO
Stavo leggendo la Bibbia (inizio del libro dell’Esodo) quando alcuni emittenti televisive trasmettevano  l’affollato corteo antisgomberi  che si svolgeva a Roma in risposta alle forze politiche  che qualche giorno fa avevano dato l’ordine di sgomberare a Roma lo stabile di via Curtatone (vicinanza Stazione Termini), occupato abusivamente da alcuni anni.
Poi ci riferiscono del numero degli appartamenti occupati nelle varie città da italiani e stranieri. Ho potuto prendere nota solo di alcune:
ROMA        75        Palazzi
NAPOLI       4.000  appartamenti
MILANO      4.000  appartamenti
GENOVA        200   appartamenti
TORINO           24    stabili

Riprendevo la lettura e mi sono imbattuto in questo brano dell’Esodo:
“Ma sorse sull’Egitto un nuovo re che non aveva conosciuto Giuseppe, e disse al suo popolo: “Ecco, il popolo dei figli d’Israele è più grande e più forte di noi, su comportiamoci saggiamente con lui, perché non si moltiplichi; e se ci sarà una guerra non si aggiunga anch’esso a chi ci odia e combatta contro di noi…”
Ho capito perché il corteo antisgomberi fosse così numeroso e un numero cos’ elevato di occupazioni abusive.
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Giuseppe Castronovo

venerdì 25 agosto 2017


                    
                                          L’IMPORTANZA DELL’AMORE NELLA VITA
                                     RACCONTI   SOTTO  L’OMBRELLONE   D’ESTATE

C’era una volta un’isola dove vivevano tutti i sentimenti e i valori che costituiscono la sfera individuale delle emozioni degli uomini: l’amicizia, il disprezzo, la gelosia, l’odio, la simpatia il buon umore, la tristezza, la ricchezza,  il sapere ……così come tutti gli altri, compresi il Tempo che scandisce ogni istante della nostra vita e l’Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola da loro abitata stava per sprofondare nel profondo degli abissi marini per l’arrivo di un imminente maremoto seguito da un disastroso terremoto. Allora prepararono le loro navi e partirono; solo l’Amore volle aspettare fino all’ultimo momento. Quando l’isola fu sul punto di sprofondare, anche l’Amore decise di chiedere aiuto.
La prima imbarcazione che vide passare fu quella della  Ricchezza e l’amore le disse: “Ricchezza mi puoi portare con te?”. Gli rispose la Ricchezza: caro Amore, vorrei ma non posso:  l’imbarcazione  è già stracarica di oro e argento e non c’è più neanche un posto.
L’Amore allora decise di chiedere alla Tristezza che gli stava passando accanto: “Tristezza, ti prego, lasciami venire con te”. “Oh Amore”, rispose la tristezza, “sono così triste che ho bisogno di stare sola”.
Anche il Buon Umore passò di fianco all’Amore,  ma era così contento che non sentì che l’Amore lo stava chiamando. All’improvviso però una voce disse:  “Vieni Amore ti prendo io con me”. Era un vecchio che aveva parlato.
L’Amore si sentì così riconoscente  ed era così pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio.
Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò. L’amore consapevole di quanto gli dovesse, chiese al Sapere: “Sapere, puoi dirmi il nome di quel bel vecchio che mi ha aiutato”?  “E’ stato il Tempo”, rispose il Sapere.  “Il Tempo”?,  si interrogò l’Amore: “perché mai il Tempo mi ha aiutato?”
Il Sapere,  pieno di saggezza, rispose:  “Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto  l’Amore, se disinteressato, sincero e genuino  sia importante nella vita”.

Giuseppe Castronovo
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martedì 15 agosto 2017


TERREMOTO AL CENTROITALIA: SE IL FRUTTO DELLA SOLIDARIETA’ SI DISPERDE COME L’ACQUA POTABILE NELLA  RETE IDRICA?
Totò: avete sentito anche voi la voce di chi  non vuole arrendersi alle avversità che la vita ci riserva?
Franco: sii meno ermetico! Cosa vuoi dire?
Totò: divampano le polemiche perché a un anno del terremoto che l’anno scorso ha investito le Regioni del centro Italia quali Umbria, Marche,  alto Lazio e Abruzzo, le macerie non sono state ancora rimosse e le persone si apprestano ad affrontare il secondo inverno lontano dalle loro case.
Giacomo: ma altrettanto grave, amici miei, è il fatto che ancora, dopo un anno,   non tutte le somme raccolte a titolo di solidarietà, per affrontare le prime emergenze,  siano state utilizzate. Non possiamo non ricordare le polemiche sviluppatesi mesi addietro, anche in sede politica, su questo specifico aspetto del problema e come anche noi ne avevamo fatto oggetto di apposito dibattito qui nel nostro Circolo.
Renzo: un fatto però, caro Giacomo,  è incontestabile: la solidarietà degli Italiani  c’è stata. Speriamo che anche per il frutto della solidarietà non si verifichi quanto succede all’acqua potabile che, come ci dicono le cronache di questi giorni di siccità, si disperde, lungo il percorso,  nella misura del 44% per la scarsa manutenzione della rete idrica.
Ludovico: sono parole, quelle degli amici Giacomo e Renzo sulle quali riflettere. Prof. Vezio Lei cosa ci dice?
Vezio: leggevo qualche settimana fa una riflessione sulla solidarietà ,  ma devo confessarvi che, pur avendo dimenticato  il nome dell’autore, ricordo ancora il  suo pensiero.

                            “La solidarietà?  Soldi dei poveri dei Paesi ricchi
                                      che finiscono ai ricchi dei Paesi poveri”
Speriamo che si tratti di un principio che non trovi applicazione ai terremotati del centroitalia!

(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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lunedì 7 agosto 2017


RISPOSTA AL PARTNER CHE VI CHIEDE SE AVETE FATTO NUOVE AMICIZIE.
Estate: tempo di vacanze e di riposo. Tempo in cui una coppia, finalmente libera dagli impegni di lavoro, può stare insieme più del solito; la qual cosa durante l’anno  non sempre è facile a causa dei differenti orari di lavoro.
Ma se anche le vacanze per qualche giorno non coincidono e il vostro partner, rimasto in città, telefonandovi ansioso di raggiungervi, vi chiede  “come passi la giornata?” , “hai fatto nuova amicizie”? , potete rassicurarlo rispondendo con le parole con le quali  Edoardo De Crescenzo  si rivolgeva alla sua amata quando le cantava la poesia “Ancora”, testo che l’artista presentò nel 1981 al Festival di San Remo.

E non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi:
non mi fai volare in alto quanto lei
….
….
Perché io da quella sera
Non ho fatto più l’amore senza te
E non me ne frega niente senza te.
….
….
Anche se incontrassi un angelo direi:
non mi fai volare in alto quanto lei.

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domenica 6 agosto 2017


                                  CANZONE  DEI  DODICI  MESI

Proseguendo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi” ci soffermiamo a riflettere sul mese di agosto.

                            “Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
              mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore…


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lunedì 31 luglio 2017

                                           CANZONE  DEI  DODICI  MESI
Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini  intitolata
“Canzone dei dodici mesi” soffermandoci a riflettere sul mese di luglio.
 
                     “Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione…”

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domenica 16 luglio 2017

               RISPOSTA  ALLA  PERSONA   CHE  VI  DICE  “TI  AMO”
 Quando la persona amata vi dice “ti amo” , “ti voglio bene” e simili, potete risponderle con le parole con  le quali   Memo Remigi si rivolgeva alla sua amata quando le cantava  la poesia “Io ti darò di più”.  Il brano che, presentato al Festival di San Remo del 1966, si classificò al 6°posto, venne interpretato da Orietta Berti e Ornella Vanoni.
“Io ti darò di più,
  Io ti darò di più
  Di tutto quello che
 Avrò da te.

Anche se tu mi amerai
Come non hai amato mai
Io ti darò di più, di più,
Molto di più!”
Alberto Testa Memo Remigi

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venerdì 14 luglio 2017


                              LA  MORALITA’  DELLA  NAZIONE
                                                 ------------
                           COME IL PESCE INCOMINCIA A PUZZARE DALLA TESTA
                                                                C  O  S  I’
                              LA MORALITA’ DI UNA NAZIONE NON PUO’  NON
                             INIZIARE DALLA SUA CLASSE POLITICA CHE E’ ALLA
                              GUIDA DEL PAESE.

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sabato 8 luglio 2017


                 MESSAGGIO  DEL  GIORNO  ALLA  PERSONA  AMATA

Quando la persona amata vi chiede “come va, cosa c’è”,  potete risponderle con  le parole con le quali  Gino Paoli si rivolgeva a Ornella Vanoni con la poesia  “Che cosa c’è”:

“Che cosa c’è
C’è che mi sono innamorato di te
C’è che ti voglio tanto bene
……..
Non so cosa sento per te
Ma se tu mi guardi
Negli occhi un momento
Puoi capire anche da te”
Gino Paoli

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domenica 2 luglio 2017

                MESSAGGIO DEL MESE ALLA PERSONA  AMATA
Luglio si veste di novembre
Se non arrivi tu.
(Verso tratto dalla canzone “Luglio” di Riccardo Del Turco)


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sabato 1 luglio 2017

       LUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO…….RICCARDO DEL TURCO
Un dato è certo: d’estate, forse anche grazie alla maggiore luminosità, tutto ci sembra meno grigio se non più bello. Anche i brani musicali estivi, nonostante la loro età, sovente, complice la nostalgia, li ricordiamo perché hanno qualcosa da farci ricordare.
Il brano musicale “Luglio” è senz’altro uno di questi.  E’ una canzone che, pur compiendo quest’anno 49 anni, resta ancora un modello perfetto di canzone per descrivere il senso delle vacanze estive, del mare e di   amori fugaci che nascono e muoiono nello spazio di una sola estate. Un brano che, grazie al suo titolo che ci richiama il mese in cui iniziano ufficialmente le ferie estive, trionfò nei  juke – box di allora e che molti ancor oggi ascoltano ricordando il tempo passato.
L’autore/interprete  Riccardo Del Turco, che con questo brano vince nel 1968 la competizione canora  “Un disco per l’estate”, va ricordato, tra gli altri, anche  per il brano interpretato al Festival di San Remo del 1969 in abbinamento al cantante Antoine dal titolo “Cosa hai messo nel caffè”
Riportiamo qualche strofa del brano luglio.
Luglio, col bene che ti voglio
Vedrai non finirà.
Luglio m’ha fatto una promessa
l’amore porterà.
Anche tu, in riva al mare
Tempo fa, amore, amore
Mi dicevi: luglio ci poeterà fortuna”
poi non ti ho vista più;
vieni, da me c’è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me.
…………
Luglio, stamane al mio risveglio
Non ci speravo più.
Luglio credevo ad un abbaglio
E invece ci sei tu.
……
Luglio ha ritrovato il sole
Non ho più freddo al cuore
Perché tu sei con me.


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mercoledì 28 giugno 2017


                                AD  OGNUNO  LA  SUA  CARRIERA

                         “Sogno…desidero e prego dal Signore una cosa sola:
                                 SERVIRE PER TUTTO LA VITA I SUOI POVERI
                                                ECCO LA MIA CARRIERA”

Beato Don Carlo Gnocchi

domenica 25 giugno 2017


            SE LA LOGICA NON FREQUENTA LE AULE PARLAMENTARI
On. Straccio: collega Cencio….
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: tutti e due siamo quasi alla fine della nostra seconda legislatura e una riflessione possiamo anche farla.
On. Cencio: io direi anche più di una. Ma tu su cosa vorresti riflettere?
On. Straccio: com’è difficile legiferare senza che la Corte costituzionale annulli le nostre decisioni: basta pensare, tra le altre,  alle leggi sul blocco delle pensioni, alla legge del Ministro Del Rio, così tenacemente voluta da Renzi  – che ha soppresso le Province che però sono ancora  previste in Costituzione – senza che nessuno però si interessi di ponti e cavalcavia che crollano a causa della mancata manutenzione. Per non parlare poi delle leggi elettorali!
On. Cencio: hai ragione! Ma vedi caro collega Straccio..
On. Straccio: che cosa?
On. Cencio: diceva il Minghetti, che fu Presidente del Consiglio negli anni 1863-1864, che “la logica non è quasi mai di casa nelle Assemblee politiche”.
On. Straccio: e gli effetti si riversano sul Paese che paga un conto salato.
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sabato 24 giugno 2017


Proseguiamo nella lettura e riflessione del testo della canzone composta da Francesco Guccini intitolata
“Canzone dei dodici mesi”, soffermandoci a riflettere sul mese di giugno.

                                    Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio:
                     in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io….
                                   E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
            con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro, alle femmine l’oro…

          O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
                                      Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
                 la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare….


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giovedì 22 giugno 2017

              MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
TRACCIE SUL CALENDARIO DELL’ANNO SCOLASTICO 2017-2018
                         ECO DAL TRANSATLANTICO
On. Straccio: collega Cencio….
On. Cencio: dimmi.
On. Straccio: dove vai così di fretta?  I lavori in Aula sono sospesi.
On. Cencio: lo so. Vado in sala stampa, c’è il Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli che terrà una conferenza stampa.
On. Straccio: su che argomento?
On. Cencio: non l’hai ancora ricevuto?  Si tratta del Documento Programmatico per il prossimo anno scolastico che illustrerà proprio la Ministra Valeria  Fedeli.  Leggilo, ci sono aspetti interessanti .
On. Straccio:    
                                    “MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
                                                      TRACCIE  SUL CALEDARIO
                                                      DELL’ANNO  SCOLASTICO
                                                                     2017-2018”
f.to Valeria Fedeli Ministro Pubblica Istruzione
Interessante, vengo anch’io.

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martedì 13 giugno 2017


                UNA  DOMANDA  DA  100.000  PREFERENZE
SIG. PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA      VINCENZO  DE  LUCA
SIG. PRESIDENTE                                            MATTEO RENZI

E’ PIU’ GUSTOSA
LA FRITTURA DI PESCE     O
LA FRITTUTRA DI FORMICHE ALLEVATE NEGLI OSPEDALI NAPOLETANI?
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venerdì 9 giugno 2017



                      IL PARLAMENTO  E  L’UOVO  MARCIO:  ANALOGIE
Franco: amici…avete visto cosa è successo ieri pomeriggio in Parlamento?
Marco: che cosa?
Franco: nuovo e inaspettato stop in Parlamento, complice il voto segreto, per la nuova legge elettorale!
Renzo: siamo alla paralisi delle nostre istituzioni!
Giacomo: e allora cosa può fare un Parlamento di fatto paralizzato?
Totò: cosa ne pensa il Prof. Vezio?
Vezio: i più dicono che “gli resta solo da galleggiare”
Ludovico: e allora anche il Parlamento è come un uovo?
Vezio :  caro Ludovico hai detto bene!  Ma lo saprai anche tu che “quando l’uovo galleggia è marcio e se lo consumi ti fa male”.  E se, ignorando   questo elementare principio, consumi un uovo stantio, alla fine sei costretto  a recarti dal medico per le cure del caso.
Altrettanto dicasi per le istituzioni: se un Parlamento rimane troppo a lungo a galleggiare senza assumere le necessarie decisioni, poi è il turno dei “medici” che ci propinano medicine alquanto amare. E allora sì che sarebbero guai seri per gli italiani.  Lascio a voi ogni riflessione sulle decisioni, talvolta prive della più elementare logica di ragionevolezza costituzionale  del  “Governo Monti” (pensiamo agli esodati) . Penso, ancora, al blocco della rivalutazione delle pensioni, deciso dal Governo Monti, che non sono né d’oro, né d’argento.  
Rodolfo: e allora cosa può fare questo Parlamento?
Vezio: cerchi  di recare meno danno possibile alla credibilità delle istituzioni democratiche prendendo le decisioni del caso. Del resto non possiamo ignorare che l’articolo sessanta della Costituzione stabilisce in anni cinque la durata delle legislature, non escludendo comunque che durino anche meno come nel caso dello scioglimento anticipato delle Camere.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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domenica 4 giugno 2017

L’AZIONE POLITICA DI RENZI E DI ALFANO TRA L’APOSTOLO GIUDA ISCARIOTA E IL SEN. RINO FORMICA
Totò: amici… avete notato anche voi?
Franco: cosa?
Totò: come tra Renzi Alfano  in tema di  legge elettorale stiano volando anche gli stracci!
Giacomo: siamo allo scontro finale, alle ultime battute di una legislatura che sarà ricordata anche nei libri di storia costituzionale, per una data: 4 dicembre,  quando gli elettori italiani hanno archiviato, bocciandola, la proposta di riforma costituzionale Renzi/ Boschi. Una proposta, possiamo dirlo, che ha tenuto bloccato il Paese per due anni.
Totò: e adesso, dopo la riforma costituzionale,  Renzi  sottopone all’approvazione del  Parlamento una nuova legge elettorale che,  ispirandosi al modello tedesco,  introduce la soglia di sbarramento al 5%. Una soglia contro la quale si è da subito opposto il Ministro Alfano.
Renzo: la verità è che il Ministro Alfano non credeva che il tradimento di Renzi sarebbe arrivato a tanto!
Alessio:  sarà, caro Renzo, come dici tu! Ma allora Alfano  forse è così smemorato da non ricordare…
Salvo: che cosa?
Alessio: quanto disse, a proposito della politica, l’ex Ministro Socialista alle Finanze Rino Formica.
Franco: come la definì?
Alessio: con una espressione  alquanto colorita:  Sangue e Merda”!
Giacomo: e lei, prof. Vezio,  cosa ci dice dell’azione politica di questi due protagonisti?
Vezio: i due politici, oggetto della nostra riflessione?
-chi non ricorda il Renzi che dice all’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta  “Enrico stai sereno”  e finì che qualche settimana dopo  Enrico dovette sloggiare da Palazzo Chigi e passargli le consegne con la cessione  della  campanella  in quella gelida atmosfera immortalata dalle telecamere;
-chi non ricorda Alfano e la pattuglia dei Ministri di Forza Italia che, pur di mantenere l’incarico ministeriale,  abbandonano al suo destino Berlusconi nel momento in cui  il Senato dispone la decadenza dell’ex Cavaliere da Senatore?
Ebbene, amici miei, il loro modo di agire mi ricorda l’Apostolo Giuda Iscariota  - si, proprio quello del bacio -  del quale, in rapporto alla statura politica dei due nostri protagonisti,  possiamo senz’altro dire : “che grande uomo politico sarebbe stato Giuda Iscariota”!
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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giovedì 25 maggio 2017


LA VICENDA CONSIP E L’APOCALISSE DI SAN GIOVANNI APOSTOLO

Franco: amici…. che ne dite della  “Vicenda Consip”?
Marco: più leggo i giornali e meno ci capisco. Ho l’impressione, però, che Renzi  figlio con quella telefonata al suo babbo abbia scientemente  voluto scombinare le carte sul tavolo degli inquirenti.
Francesco: sono  troppe le personalità di alto livello al momento coinvolte in questa vicenda: penso    al Comandante dei Carabinieri Tullio Del Sette accusato di avere svelato che c’era un’inchiesta sugli appalti Consip  e a Luca Lotti attuale Ministro dello sport e sottosegretario del Consiglio dei Ministri all’epoca dei fatti, che secondo l’accusa sapendo della presenza delle “cimici” negli uffici dei Dirigenti Consip lo rivelò agli stessi. E’ una circostanza che renderà alquanto difficile la ricerca della  verità! Questa è la mia impressione.
Rodolfo: ma ancora non si è svolto alcun processo, aspetta e la verità dovrebbe venire fuori.
Giacomo:  dubito che la verità possa venire a galla. Ho l’impressione che trattasi di una vicenda il cui intreccio molto difficilmente potrà far emergere la verità dei fatti così come si sono effettivamente svolti. Avremo due verità: una giudiziaria, se mai si arriverà a processo; e una storica dei fatti come si sono realmente svolti. E come il più delle volte avviene le due non necessariamente coincideranno.
Totò: prof. Vezio…Lei cosa ne pensa?
Vezio: ritengo che la presenza di Renzi babbo e di Renzi figlio possa far assumere alla “Vicenda Consip” quella di una storia dalle molte somiglianze con l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo.  Ognuno di noi intuisce che trattasi di una vicenda nella quale vi è certamente un contenuto nascosto che nessuno, neanche l’Autorità giudiziaria,  ancora ha completamente decifrato.  E non è detto che il nostro ex Presidente Renzi  con quella telefonata nella quale redarguisce il padre voglia realmente coadiuvare l’autorità competente a  decifrarlo .
Ecco perché , amici miei, non dobbiamo meravigliarci quando la politica ci viene rappresentata come luogo del potere.
Del resto non possiamo non ricordare che  oltre all’ ordine giudiziario  c’è anche il potere legislativo.  Basta adottare un Decreto legislativo nel chiuso di Palazzo Chigi, anziché  nelle  Aule parlamentari,  che con  sapienza da cesellatore investa, pur non  dicendolo espressamente,  anche la Costituzione, per esempio nella parte in cui disciplina l’ordinamento giurisdizionale, e il gioco è fatto senza neanche avere il fastidio di lunghi dibattiti parlamentari. E qui sta sicuramente una delle chiavi di lettura di questa oscura vicenda dai molteplici risvolti ancora tutti da chiarire. Ma ci sarà qualcuno disposto ad indagare su questo aspetto della vicenda?
Giacomo: prof. mi permetta un’osservazione.  Condivido il richiamo all’Apocalisse, ma oggi il suo discorso mi è sembrato alquanto criptico. Se lei è in possesso della chiave per addentrarci nei meandri più oscuri di questa vicenda lo faccia pure. Qui nel nostro Circolo non ci sono le cimici per cui può esprimere liberamente il suo pensiero.
Vezio: vedo che molti di voi annuite all’osservazione dell’amico Giacomo. Avete ragione! Continuerò la prossima volta, ma venite dopo aver letto e coordinato l’articolo 109 della Costituzione con l’articolo 18-comma 5° del Decreto Legislativo n. 177 del 19.8.2016.
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)

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martedì 16 maggio 2017

                            L’ITALIA CHE NON CI PIACE            
     BENVENUTI A MODENA: CITTA’ DELLA TASSA SULLO  ZERBINO
Franco: amici… avete letto l’ultima?
Marco: di cosa si tratta?
Franco: di quanto avvenuto a Modena!
Totò: cosa hanno combinato?
Franco: multato il bar perché lo zerbino riportava il nome del locale.
Enzo: ed allora?
Franco: per il Comune era stata elusa la tassa sulla pubblicità! Capito?
Giacomo: fatico a crederci.
Franco: sei libero di farlo.
Giacomo: Franco… ci credo, ma a fatica. Posso dirlo?
Franco: dillo pure, ma è così.
Giacomo: aggiungo: “oramai in Italia possiamo tranquillamente parlare di DITTATURA DELLA TASSAZIONE.
Renzo: lasciatemelo dire:  “DELIRIO DELLA TASSAZIONE”
Giacomo: la voglia di tassare è un cancro che non riusciamo a debellare.
Mirko: io parlerei di fantasia al potere. Modena è vicino a Maranello ed allora nel Municipio,  imitando “le rosse”,  fanno volare anche la fantasia.
Giacomo: se  in Piemonte c’è il Tartufo di Alba con relativa fiera, in Emilia c’è lo “zerbino di Modena” con – fra qualche anno – relativa fiera”
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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