sabato 21 aprile 2018



                  L’ITALIA, IL LAVORO E IL GOVERNO CHE ANCORA NON C’E’

Totò: amici… sono trascorsi quasi cinquanta giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo e del Governo ancora purtroppo nemmeno l’ombra.
Franco: allo stato attuale la formazione del Governo mi sembra una pagina bianca tutta da scrivere.
Renzo: la strada, in effetti, è ancora lunga e le sorprese, amici miei, sono sicuro che non mancheranno se i protagonisti continueranno ad essere prigionieri dei propri reciproci veti.

Dino: purtroppo  stiamo assistendo ad una esasperante personalizzazione delle posizioni che oramai è  di fatto fuori controllo, mentre i temi economici e del lavoro in primis chiedono soluzioni rapide.
Ludovico: prof. Vezio… una sua opinione.
Vezio:  grazie. Amici…non posso non riprendere dalle osservazioni dell’amico Dino. Le ultime notizie in materia  di economia sono alquanto preoccupanti per il nostro Paese, basti pensare che, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, anche la Spagna in tema di P. I L. pro-capite nel 2017 ha superato l’Italia. Il che vuol dire che gli spagnoli dispongono di una maggiore capacità di spesa rispetto a noi. Lo stesso Fondo Monetario ha poi previsto che  nei prossimi  cinque anni la Spagna sarà più ricca dell’Italia in una misura che gli economisti hanno quantificato nel 7%. Colmo della beffa? Siamo superati in due comparti che dovrebbero essere le nostre eccellenze:  turismo e agroalimentare.
Così stando le cose è necessario  che ci sia al più presto un nuovo Governo che faccia sì che l’Italia non sia più un Paese in cui i suoi cittadini si dividono - così come son divisi oggi – in due categorie:
-cittadini che hanno perso il lavoro e che avendo raggiunto i 50 anni sono considerati “persone non più utili al sistema”
-cittadini che non hanno ancora trovato un lavoro e che non avendo raggiunto i 30 anni sono considerati “troppo giovani per entrare nel mondo del lalvoro”.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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Giuseppe Castronovo



giovedì 12 aprile 2018



PASSANO I MILLENNI MA LA STORIA SI RIPETE: MENTRE A ROMA SI DISCUTE SUL DA FARSI, ALTROVE DECIDONO I NOSTRI DESTINI.

Totò: amici… devo confessarvi che all’inizio mi sembrava una pura coincidenza, ma adesso che, pensandoci bene, siamo al secondo caso in pochi giorni, penso che vi sia una strategia preordinata che tiene insieme i due episodi.
Dino: devo confessarti che non sono riuscito a comprendere appieno l’oggetto della tua riflessione.
Ennio:  mi associo alla dichiarazione dell’amico Dino non avendo individuato i due episodi richiamati da Totò.
Totò: scusatemi! Ma l’Italia c’è o non c’è nello scacchiere internazionale? E se c’è che ruolo gioca? Il tema dei migranti tiene sempre banco e mette a dura prova anche la diplomazia italiana. Vedete…
Giacomo: che cosa?
Totò: la Gendarmeria francese qualche giorno fa, con la scusa di fermare degli immigrati presunti spacciatori di droga, è entrata nel territorio italiano violando palesemente la nostra sovranità territoriale. E, amici miei, nessuna Autorità francese s’è premurata di chiedere un minimo di  scusa alle nostre Autorità per l’accaduto.
Adesso, e siamo al secondo episodio, leggiamo  la  recente intervista del Presidente israeliano Netanyau secondo cui proprio in sede O. N. U.  l’Italia è stata individuata  (insieme a Germania e Canada)  quale Paese dove verranno  reinsediati i 42.000   Eritrei e   Sudanesi, attualmente ospitati da Israele..
Giacomo: sono vicende, queste da te richiamate, aventi una matrice comune: l’assenza di una politica italiana  autonoma e libera da condizionamenti esterni  nei momenti cruciali per il nostro Paese.
Vezio: amici…. permettetemi di dire che dobbiamo avere la capacità di cogliere il senso profondo delle due vicende (Bardonecchia e Piano reinsediamento migranti predisposto dall’O. N. U.)
I due episodi, ma principalmente il secondo, non sono irrilevanti perché  evidenziano, in tema di politica internazionale, la situazione di criticità nella quale la nostra Classe Politica – e uso la C e P maiuscole per il rispetto che nutro verso il nostro Paese – da anni, da troppi anni oramai,  è impantanata nella discussione dei fatti interni dei nostri Partiti per interessarsi di cosa viene deciso sulla nostra pelle in sede O. N. U..
I latini nella loro lingua, talvolta  insuperabile per la sua lucida sinteticità, coniavano espressioni che, nonostante siano figlie di un passato lontano, mantengono tutt’ora accesa la loro fiamma nell’attualità della nostra situazione socio/politica. L’espressione che in modo più  appropriato fotografa l’analisi fin qui svolta sugli episodi che ci ha ricordato l’amico Totò è la seguente: “dum Romae consulitur,  Saguntum expugnatur” che tradotta letteralmente significa “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”.
Permettetemi qualche richiamo storico per comprendere l’espressione da me ricordata.
Lo storico romano Tito Livio  (Storie cap. XXI, 7, 1) ci racconta che nel 219 a. C. la città spagnola di Sagunto, che era alleata di Roma, viene  posta sotto assedio dalle truppe cartaginesi guidate dal generale  Amilcare Barca. Roma, nonostante le pressanti richieste di aiuto da parte degli ambasciatori di Sagunto, discuteva il da farsi ma non  decideva di portare aiuto ai Saguntini. Fu così che   dopo otto mesi di assedio Sagunto si arrese e fu  rasa al suolo.
Tito Livio ci ricorda quest’episodio al fine di evidenziare come il Senato Romano, pur discutendo per mesi sul da farsi, dimostrò  la drammatica incapacità  di prevedere le sciagurate conseguenze della caduta di Sagunto in mano dei Cartaginesi che giunti poi in Italia inflissero ai Romani la rovinosa sconfitta di Canne.
Anche la vita politica italiana di queste ultime settimane ci offre molti spunti di riflessione che richiamano alla mente l’amaro commento di Tito Livio.
Dopo le elezioni politiche del 4 marzo scorso non si riesce ancora a formare il I° Governo della XVIII^ Legislatura: Il Presidente della Repubblica Mattarella ha già fatto il primo giro di consultazioni cui ne seguirà un altro e forse un terzo ancora.
L’incapacità della politica di dar vita ad un Governo ci ricorda l’irresponsabile comportamento del Senato Romano che nel 219 a. C. non aiutando Sagunto preparò le premesse per la tragica  sconfitta della seconda  guerra punica.
I Partiti, ora come allora, chiamati  a consulto dal Presidente Mattarella, riflettono, si riuniscono, ipotizzano, discutono, verificano e fotografano la situazione, elaborano piani, studiano ipotesi alternative, aspettano che maturino le condizioni per un traguardo comune che, purtroppo, ancora oggi nessuno vede. Anche se non c’è nell’immediato il pericolo di  un nuovo Annibale alle porte di Roma,  nel frattempo l’O. N. U. e Netanyau decidono i  destini del nostro Paese per i prossimi decenni.
Sarebbe auspicabile, comunque, che i nostri politici oltre a leggere Tito Livio leggessero anche Marco Tullio Cicerone il quale, da parte sua, ci ha insegnato nel “De Oratore”, 2, 9, 36 che “historia vero testis temporum…...magistra vitae…” che letteralmente significa “la storia –è-- testimone delle età passate… maestra di vita…”.  Altrimenti detto l’analisi del passato ci  fornisce, secondo Cicerone,  utili elementi che possono aiutarci  nelle scelte e nei comportamenti del presente.
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Giuseppe Castronovo

lunedì 2 aprile 2018



                                          I MESI  DELL’ANNO  IN  FILASTROCCA
                                                   (Aprile)         
                                                            Aprile dolce dormire.

                                                              Sparge i fiori Aprile
                                                                sì gaio e sì gentile.

                                                      Aprile di bei color orna i cortili.

                                                            Girotondo al campanile
                                                            con la Pasqua dell’Aprile.

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sabato 31 marzo 2018


                PALAZZO CHIGI: DI MAIO, SALVINI. UNA POLTRONA PER DUE!
Totò: amici…..è da qualche giorno che mi sto chiedendo senza sapermi ancora dare una risposta….
Franco: cosa ti stai chiedendo?
Totò: se il nostro  Presidente della Repubblica Mattarella ce la farà a cavare il classico ragno dal buco e cioè se riuscirà a individuare la persona giusta cui conferire l’incarico per la formazione del primo Governo della XVIII^ Legislatura.
Cecé: i risultati elettorali del 4 marzo  non faciliteranno, infatti, il lavoro di Mattarella: Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle  e Matteo Salvini (e qui incominciano i problemi perché non so se dire della Lega o della Coalizione di Centrodestra) battibeccano  un  giorno si e l’altro pure, ritenendosi entrambi pienamente legittimati dalle urne a ricevere l’incarico da Mattarella.
Dino: amici…. la verità è che sia Di Maio che Salvini sono due persone arroccate ognuno sulla sua posizione e, cosa ancora più grave, nessuno dei due vuole essere subalterno all’altro. Ed è così che la confusione torna a regnare, ancora una volta, sovrana nei Palazzi della politica italiana.
Ludovico: prof: Vezio può esporci il suo pensiero?
Vezio: E’ una situazione più difficile di quanto si possa pensare: da una parte c’è il M. 5 S. che con il 32% dei voti risulta il primo Partito uscito dalle urne elettorali del 4 marzo, ma sulla sponda opposta c’è la Lega, primo partito di una coalizione che, avendo ottenuto complessivamente il 37% è la coalizione risultata la più votata dagli elettori.
Ludovico: un vero e proprio guazzabuglio!
Vezio: caro Ludovico …. Questo che tu definisci “guazzabuglio”  è il frutto marcio di quella pianta malata che è la legge elettorale ( chiamata Rosatellum  dal nome del Deputato del Partito Democratico  Rosati) così tenacemente   voluta dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Dico voluta da Renzi perché non possiamo non ricordare i numerosi voti di fiducia imposti dal Governo durante la discussione parlamentare di questa legge!
Alessio: come il Presidente Mattarella potrà uscire da questo guazzabuglio?
Vezio: amici… il Presidente Mattarella si trova davanti a due leader (Di Maio e Salvini li sto citando in ordine alfabetico) che già parlano da Presidenti del Consiglio pur con una malcelata  consapevolezza che uno dei due, forse entrambi, non potranno esserlo, almeno per questa volta.
Due leader che non hanno allo stato attuale, la maggioranza parlamentare che possa esprimere contemporaneamente la maggioranza parlamentare per entrambi. Nonostante ciò entambi sono certi che il Presidente Mattarella conferirà loro l’incarico per la formazione del primo Governo della XVIII^ legislatura.
Cecè: Prof. …qual è il suo giudizio?
Vezio: consentitemi di commentare quanto sta accadendo con le parole del Poeta Giorgio Gaber:
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
Persino in Parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente”
Ritengo di non proseguire oltre; mi sembra che ogni mio e vostro ulteriore commento risulterebbe impari rispetto al pensiero di Giorgio Gaber.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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venerdì 23 marzo 2018



LA XVIII^ LEGISLATURA INIZIA CON L’IRRITUALE DISCORSO AL SENATO DELL’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
Franco: amici… che ve n’è sembrato del discorso, tenuto al Senato, con il quale l’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ufficialmente  dato l’avvio alla XVIII^ legislatura?
Giacomo: irrituale! Un intervento altamente politico in una seduta dalla natura puramente tecnica qual’è quella in cui i Senatori sono chiamati esclusivamente ad eleggere il loro Presidente.
Cecè: io invece sono rimasto alquanto perplesso quando Napolitano ha parlato di “dilagante ribellione delle regioni meridionali”.
Giacomo: e lei Prof. Vezio?  
Vezio: condivido l’analisi sia dell’amico Giacomo  che quella dell’amico Cecè: si tratta infatti di parole di una persona che oramai essendo dal lontano 1953 – cioè  da 65 anni – al potere ricoprendo   incarichi quasi sempre di grande rilievo costituzionale, ed essendo cresciuto nel vecchio Partito Comunista Italiano dal “centralismo democratico”, definisce impropriamente come  “ribellione” la richiesta dei cittadini elettori ( forse, Costituzione alla mano, meglio dire popolo sovrano)  di un nuovo rapporto, invero ancora tutto da ricostruire, tra classe politica e Paese reale. Condivido anche il primo intervento dell’amico Giacomo: in effetti  nella sua prima seduta il Senato – così come del resto la Camera dei Deputati – è un collegio elettorale nel quale esclusivamente  si vota e non si discute. Napolitano ha parlato facendo un discorso non tecnico ma altamente politico. Un intervento, questo di Napolitano, che non ha avuto seguito perché non è stato aperto – e non poteva essere diversamente – nessun dibattito. Pazienza, essendo momentaneamente Presidente del Senato ha cambiato la prassi costituzionale.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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martedì 20 marzo 2018


DOMAN, PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA, SVEGLIATE LA PERSONA AMATA CANTANDOLE  IL SUCCESSO DEI DIK DIK “IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA”
È quasi giorno ormai
e non ho tra le braccia
che il ricordo di te
ma è tardi devo correre
non c'è tempo per piangere

Salgo sopra un autobus
mentre guardo la gente
mi domando perché
mi sembrano tante nuvole
che nascondono te

E’ il primo giorno di primavera
Ma per me è solo il giorno
Che ho perso te

Qui in mezzo al traffico
c'è un pezzetto di verde
ed io mi chiedo perché
mentre nasce una primula
sto morendo per te
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domenica 18 marzo 2018




                                       LA   DOMANDA   DELLA   DOMENICA
                                                  (SCELTE DEL PARTITO DEMOCRATICO)

PER QUALE MOTIVO IL PARTITO DEMOCRATICO NON HA AFFRONTATO, NEL CORSO DELLA XVII^ LEGISLATURA APPENA CONCLUSA, IL  “PROBLEMA DEGLI ESODATI” CON LA STESSA DETERMINAZIONE CON LA QUALE HA AFFRONTATO IL “PROBLEMA DELLE UNIONI CIIVILI”  (LEGGE CIRINNA’)?
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
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giovedì 15 marzo 2018



                 DICIOTTESIMA LEGISLATURA: L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI

                         “Una classe politica alquanto irrequieta e ancor più chiassosa
                                           non produrrà mai una saggia politica”.
                         Prof. Vezio - Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
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                         Castronovo Giuseppe

lunedì 12 marzo 2018



                   DIREZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO DOPO LE ELEZIONI DEL 4 MARZO

Franco: amici… avete letto anche voi?
Totò: che cosa?
Franco: Renzi non parteciperà ai lavori della prima Direzione del Partito Democratico dopo la sconfitta alle elezioni politiche  del 4 marzo.
Giacomo: il silenzio è bello;  temo che duri poco. Non a caso  Renzi ha detto “mi dimetto, ma non mollo”.
Vanni: comunque dicono, anche se a bassa voce, che il dopo Renzi possa non iniziare sotto una congiuntura astrale favorevole.
Marco: cioè?
Vanni: via Renzi, avanti un altro. Ma per fare cosa?
Giacomo: sicuramente, tanto  per cominciare in bellezza, un  gran ballo sotto le stelle!
Vezio: davvero brillante l’affermazione dell’amico Giacomo!  Consentitemi, però, di ricordare che fra pochi giorni ricorreranno le “Idi di marzo”  (15 MARZO 44 a. C.), cioè la data in cui fu assassinato Giulio Cesare da parte di quei Senatori romani i quali temevano che Giulio Cesare volesse diventare addirittura nuovo Re di Roma.
Molti storici hanno visto nell’assassini di Cesare la difesa dei valori della tradizione repubblicana messi in pericolo da un potere eccessivamente prepotente e autoritario, quale era quello esercitato proprio da Giulio Cesare, che pretendeva un indiscusso ossequio al proprio volere. Il mio è una ricostruzione  puramente storica di quanto avvenne il 15 marzo del 44 a. C.; ne consegue che  ogni riferimento ai protagonisti dei nostri giorni risulta puramente casuale. Saranno comunque gli sviluppi dei fatti di questi giorni  a consentire, fra qualche tempo, una comparazione tra i due fatti che, sebbene così lontani, mostrano non poche analogie.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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domenica 4 marzo 2018


     GLI   ONOREVOLI   CENCIO,      STRACCIO   E   ANTONIO   DE   CURTIS

On. Cencio: collega Straccio…..finalmente siamo arrivati al giorno del giudizio popolare; il giorno in cui il popolo è protagonista assoluto della vita democratica del nostro Paese: oggi, dopo tanti rinvii e giravolte per non dare la parola al popolo sovrano, finalmente si vota.
On. Straccio: hai proprio ragione! Oggi è la giornata nella quale la Politica ha come protagonista assoluto il cittadino elettore.
Totò: signori …se ho capito bene voi siete Onorevoli della Repubblica italiana. Mi rivolgo a voi per un favore.
On. Cencio: ma lei è Totò!
On. Straccio: collega è proprio il grande Totò.
Totò:  prego….. Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno  Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio altezza imperiale principe di Costantinopoli, conte di Cipro  e  scusate se vi risparmio il resto.
On. Straccio: sig. Conte Porfirio di Montecristo etc. etc. etc.  ci dica cosa desidera.
Totò: Signori Onorevoli…se oggi è il giorno in cui l’elettore è protagonista assoluto,  rivolgo  a voi Lucidissimi Onorevoli:      “A  proposito di politica, ci sarebbe qualche coserellina da mangiare?”
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venerdì 2 marzo 2018


                                      IL MILLEPIEDI  IL  ROSPO  E  RENZI
Franco: amici… avete sentita l’ultima di Renzi?
Marco: ma è l’ultima o la penultima? Parla così tanto che l’ultima dopo qualche ora diventa penultima!
Franco: no, caro Marco. Mi riferisco, e così ci capiamo, proprio all’ultima di stamattina: intervistato dalla giornalista Tortora sulla rete televisiva  LA 7  durante il programma OMNIBUS.
Marco: e cosa ha detto?
Franco:  alla giornalista, che gli chiedeva cosa avrebbe fatto in caso di sconfitta, Renzi  ha risposto con poche parole ma perentorie, decise e inequivocabili. Ha detto “Comunque vada io sarò segretario fino al 2021, lo hanno deciso le primarie”
Giacomo: vedo che ha già messo le mani avanti!
Rodolfo: in che senso?
Giacomo: ricorderete anche voi quando disse, in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2016 che lo vide rovinosamente soccombere, “se perdo considererò conclusa  la mia esperienza e mi ritiro”. Ebbene, questa volta annusando, forse, l’aria di una nuova sconfitta mette le mani avanti e dice che comunque vada tira diritto.
Franco: Prof. Vezio lei cosa ne pensa?
Vezio: penso che Renzi  intenda davvero restare asserragliato nel bunker del Nazareno anche in caso di sconfitta perché  rimarrà paralizzato così come lo rimase il millepiedi.
Ludovico: il millepiedi?
Vezio: si, proprio il millepiedi,  cioè quell’animaletto appartenente alla classe dei Diplopodi. La loro caratteristica è il lento incedere nonostante le tante zampe che si muovono tutte insieme.  Avrete anche notato che se  toccate un millepiedi, il suo corpo si paralizzi e si arrotoli formando una specie di disco.
Giacomo: grazie per  la sua lezione di zoologia. Ricordo  quando da bambino io ed altri amici ci divertivamo andando a cercarli  sotto terra e a toccarli per vederli assumere quella forma a disco da lei così efficacemente  descrittaci. Ma, mi scusi, cosa c’entra con Renzi?
Vezio:  ci dicono gli etologi  che il millepiedi, non dovendosi mai allacciare le scarpe, i visse felice e contento   fino a quando il Rospo un giorno scherzando  gli chiese : “spiegami un po’ quale zampa calzi per prima e quale   e quale dopo e quale muovi prima e quale dopo quando decidi di camminare”.  E fu  così che  il millepiedi,  nel guardare le sue numerose zampe, che fino ad allora non aveva mai contato,   entrò in una confusione tale che arrotolandosi su se stesso nel tentativo di contare le sue zampe  restò nel fosso immobilizzato.
Ritornando al nostro Renzi, credo che resterà senz’altro fermo nella sua decisione. Ma  in caso di una sconfitta per fare cosa? Non vorrei per fare la fine del millepiedi!. O peggio ancora, non vorrei che facesse  fare al nostro Paese  la fine del millepiedi.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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giovedì 1 marzo 2018



                               I   MESI   DELL’ANNO   IN   FILASTROCCA
                                                       (Marzo)

                                                 Marzo pazzerello arriva il sole
                                                           e prendi l’ombrello.

                                                 Marzo libera il sol di prigionia.

                                                 Marzo ventoso fa volare il mantello
                                                 Marzo piovoso fa aprire l’ombrello.

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mercoledì 28 febbraio 2018



                                                    E C H I     D A L    P A R L A M E N T O
                                                LA FINE DEGLI ESODATI DELLA FORNERO

On. Straccio: collega Cencio…dimmi.
On. Cencio: che cosa?
On. Straccio: avrai notato anche tu come in questa campana elettorale sia quasi scomparso dal dibattito politico il  tema degli esodati della Fornero.
On. Cencio: hai proprio ragione! Vedi…
On. Straccio: che cosa?
On. Cencio: ho l’impressione che dopo il pianto del ministro Fornero gli esodati, da lei così tanto amati, siano finiti in un buco nero.
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sabato 24 febbraio 2018


                                  LA  DIFICILE  ARTE  DI  EDUCARE
Signori Genitori che entrate nelle aule scolastiche,  frequentate dai vostri figli, per malmenare gli insegnanti  dinnanzi agli stessi  vostri figli, riflettete sull’insegnamento contenuto nel libro dei Proverbi della Bibbia.
                                                         Correggi tuo figlio
                                                         ti darà conforto
                                                         e ti procurerà consolazioni.
                                                                                                         (Proverbi  29,17)
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mercoledì 21 febbraio 2018


                            LA  DIFFICILE  ARTE  DI  EDUCARE
Signori Genitori che entrate nelle aule scolastiche, frequentate   dai vostri figli, per malmenare gli
Insegnanti dinanzi ai vostri figli, riflettete  sull’insegnamento contenuto nel libro dei Proverbi della Bibbia.
                                                                 “Chi risparmia la verga
                                                                   non ama suo figlio.
                                                                   Chi lo ama
                                                                   è  pronto a correggerlo”.
                                                                                                              (Proverbi 13, 24)

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lunedì 19 febbraio 2018


CAMPAGNE ELETTORALI AI TEMPI DEI ROMANI E AI TEMPI NOSTRI: ANALOGIE.
Totò: amici…. che ne dite della campagna elettorale di questo 2018?
Franco: posso dire quello che penso?
Cecè: dillo pure.  Siamo tra amici!
Franco: la campagna elettorale? E’ un’operazione utilizzando la quale i Partiti si sputtanano vicendevolmente. Una puntualizzazione se me lo permettete.
Giacomo : puntualizza pure.
Franco: intendo per “sputtanamento”  una rivelazione malevola di notizie, più che altro di natura privata  e non pubblica,  per rovinare la reputazione di qualcuno presso l’opinione pubblica.
Giacomo: prof. Vezio….. lei cosa ne pensa?
Vezio: permettetemi di aggiungere all’analisi, da me condivisa,  dell’amico Franco, una riflessione sulla principale attività che sta caratterizzando questa campagna elettorale:  “ I Comizi tenuti in campagna elettorale”.
Ebbene, il Comizio elettorale è, in effetti, un modo del tutto particolare per agitare l’elettorato prima dell’uso. E i modi per agitarlo sono tanti: uno di questi è lo “sputtanamento” appunto.
Relativamente poi al termine “sputtanamento” permettetemi ricordarvi come già più di duemila  anni fa Quinto Cicerone, fratello del più famoso Marco Tullio Cicerone, scrisse proprio per suo fratello, impegnato nel 63 a. C. nella campagna elettorale per l’elezione a Console, una serie di consigli e riflessioni per istruirlo sulle strategie necessarie per un suo possibile successo elettorale. In seguito il tutto venne raccolto in un volume intitolato “Commentariolum petitionis”, ossia “Piccolo manuale per la campagna elettorale”.
Tra i consigli ve ne sono alcuni non propriamente condivisibili da un punto di vista etico. Leggiamo, ad esempio, verso la fine del capitolo 13° il seguente consiglio: “fai anche  in modo che, nei limiti del possibile, venga fuori nei confronti dei tuoi avversari qualche maldicenza che abbia ad oggetto le loro abitudini  o in tema di disonestà o smoderatezza nei desideri o di sperpero di denaro”.
Siamo nel 63 a. C.: ecco cosa consigliava già allora lo “spin doctor” alla romana al già famoso avvocato  Marco Tullio Cicerone candidato in una competizione elettorale: scavare nella vita privata degli avversari, individuare le loro vulnerabilità più nascoste e denunciarle pubblicamente. Davvero niente di nuovo sotto il cielo: ciò che valeva 2000 anni fa per i candidati di allora, vale anche oggi.  Non è infatti difficile intravedere nella divulgazione di una lite familiare  tra il Capitano Gregorio De Falco e sua moglie una vera e propria applicazione scientifica del consiglio di Quinto Cicerone. Il De Falco, oggi candidato con il M. 5 S. , diventato celebre per aver condotto le operazioni di salvataggio delle persone a bordo della Costa Concordia, è diventato subito facile bersaglio di Renzi e della candidata del P. D. nello stesso collegio di De Falco.  Un consiglio dunque, questo di Quinzio Cicerone,  che, vista la reazione del Partito di Renzi,  sta a testimoniare l’eterna immutabilità dell’animo umano. Campagne elettorali non esenti da bassezze allora, così come  lo sono quelle cui assistiamo oggi noi!
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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venerdì 9 febbraio 2018

                             
                           TEMPO DI ELEZIONI:  RIFLETTIAMO CON  GIORGIO GABER

Totò:  amici….
Serafino:  dì pure.
Totò: la politica non cambia proprio mai!
Serafino: in che senso?
Totò: campagna elettorale, tempo di aspri contrasti anche questa volta.
Giacomo:  contrasti, cari amici, che evidenziano tutta l’inadeguatezza culturale di buona parte della nostra classe politica nell’affrontare i gravi problemi che affliggono il nostro Paese.
Ennio: siamo tornati indietro di alcuni decenni: si è ritornati a parlare prevalentemente di Fascismo e Antifascismo, di saluto romano e di pugno chiuso, di Destra e di Sinistra. E l’aspetto preoccupante sta nel fatto  che la politica sembra aver dimenticato il dramma della disoccupazione che costringe molti giovani a lasciare il nostro Paese.  
Giacomo: hai ragione! Ma più ragione ancora aveva Giorgio Gaber.
Ludovico: Giorgio Gaber chi? Il cantante?
Giacomo: si proprio lui.
Ludovico: e cosa diceva?
Giacomo: cose attualissime in una sua composizione del 1995 intitolata proprio “Destra – Sinistra” dove possiamo leggere queste riflessioni:

“Le parole definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avremmo la possibilità di parlare di niente.
Ma il mondo gira e le parole stanno ferme, le parole si logorano invecchiano, perdono di senso e tutti noi
continuiamo ad usarle, senza accorgerci di parlare, di niente.

Tutti noi   ce la prendiamo con la storia
Ma io dico che la colpa è nostra
È evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra.

Fare il bagno nella vasca  è di destra
Far la doccia invece è di sinistra.
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra.

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
Con la giacca vanno verso destra.
Il concerto nello stadio è di sinistra
I prezzi sono un po’ di destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra

La piscina bella azzurra e trasparente
È evidente che sia un po’ di destra.
Mentre i fiumi tutti laghi e anche il mare
Sono di merda più che sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra.

L’ideologia l’ideologia
Malgrado tutto credo ancora che ci sia
È la passione l’ossessione della tua diversità
Che al momento dove è andata non si sa
Dove non si sa dove non si sa.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra

La tangente per natura è di destra
 Col consenso di chi sta a sinistra
Non si sa se la fortuna sia di destra
La sfiga è sempre di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
È un antico gesto di sinistra
Quello un po’ degli anni 20 un po’  romano
 Da stronzi oltre che di destra.

 Ma cos’è la destra cos’è la sinistra

I collant son quasi sempre di sinistra
Il reggicalze è più che mai di destra
Son sicuro che il bastardo è di sinistra
Il figlio di puttana è a destra

Una donna emancipata è di sinistra
Riservata è già un po’ di destra
Ma un figone resta sempre un’attrazione
Che va bene per sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra

Destra sinistra
Destra sinistra
Destra sinistra
Destra sinistra
 Basta!”

Ennio: Giacomo…. hai proprio ragione.  Ho  notato, nonostante siano trascorsi più di vent’anni  dalla sua pubblicazione, tutta l’attualità  dei problemi  affrontati dal Gaber.

(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

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venerdì 2 febbraio 2018


                                   I  MESI  DELL’ANNO  IN  FILASTROCCA
                                                                     (FEBBRAIO)

                                       FEBBRAIO grandi e piccoli imbacucca.
   
                                FEBBRAIO è piccolino, breve, freddo e birichino.
 
                                                 FEBBRAIO arriva  puntuale
                                                     portando il Carnevale.

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giovedì 1 febbraio 2018

TRENTATRE ANNI PER FAR RISCUOTERE UN CREDITO NON BASTANO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA. CI PENSA LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA , MA NEL FRATTEMPO IL CREDITORE  PASSA A MIGLIOR VITA

Totò:  è proprio da leggere!
Marco: che cosa?
Totò: questa notizia.
Ludovico: cosa dice?
Totò: l’imprenditore Aldo Cipolletta di Recanati, vince la causa e gli viene riconosciuto il credito dallo steso vantato per una somma di quasi 130.000 euro.
Ludovico: dove sta la notizia?
Totò: tre momenti di riflessione amici miei: 
I°- che sono trascorsi 33 anni da quando ( eravamo nel 1985) il Cipolletta chiese, a termini di legge,  il pagamento del credito vantato nei confronti di una Cooperativa edilizia;
II° - che l’importo, allora a 300 milioni circa, rappresentò una triste vicenda sul piano politico/economico e sociale della città che diede i natali al poeta Giacomo Leopardi;
 III° - che il suo diritto è stato riconosciuto quando il Cipolletta, all’età di 89 anni,  è già  passato a miglior vita.
Ludovico: ritengo che anche alla luce di fatti come questo  la Classe politica tutta e la Magistratura italiana dovrebbero  chiedersi se han fatto tutto quanto era nelle loro possibilità. Se per un credito maturato a 60 anni devo aspettare, in caso di controversie, 30 anni per aver riconosciuto il mio diritto sicuramente c’è qualcosa che non va.
Giacomo: lentezze giudiziarie e caos legislativo che provocano fallimenti di aziende, licenziamenti di operai, banche impossibilitate a recuperare i loro crediti e in definitiva un’economia da quarto mondo.
Questa, amici miei, è l’Italia del P. I. L. che non cresce! Questo è il triste risultato di un sistema che non valuta il lavoro del  potere legislativo e il lavoro dell’ordine giudiziario anche secondo parametri di analisi economica.
Totò: Prof. Vezio ci dica la sua.
Vezio: grazie amici. Qualche riflessione.
Mi sia innanzi tutto consentito chiamarvi a riflettere sul fatto che la soluzione della “vicenda Cipolletta” non è merito dei giudici italiani, ma della Corte Europea dei Diritti dell’uomo (CEDU) .
Per i giudici italiani, infatti, Il nostro Ordinamento giuridico, nonostante la presenza di oltre 150.000 leggi, non prevede una norma, un articolo, un comma  - chiamatelo come volete voi – che permetta  loro di riconoscere al Cipolletta la violazione di un suo diritto, tutelato dalla legge, da parte della Cooperativa edilizia.
Ed è stato così che la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha per l’ennesima volta condannato l’Italia!
Non parliamo poi dell’art. 111 della Costituzione, nel testo novellato dalla legge costituzionale n.2/1999, dove leggiamo che al cittadino deve essere garantita la “ragionevole durata” del processo.  Risparmiatemi ogni commento in merito. Ecco perché langue la nostra economia: le aziende molto spesso sono costrette a chiudere i loro battenti e a licenziare i loro collaboratori   in attesa che ci sia un giudice in grado di trovare  tra le 150.000 leggi  il comma più  idoneo  a risolvere il caso sottopostogli.  Altrimenti detto: un giudice in grado di trovare il classico “ago nel pagliaio”.
Amici miei pensate un po’ cosa possa  significare nella vita di ognuno di noi un arco di tempo lungo 30anni! Altro che “ragionevole durata”, qui possiamo parlare di  “lucida follia”.
  Scusatemi se  mi dilungo più del solito ricordandovi il pensiero del saggio  ceco JAN SOBOTKA:
“E’ dimostrato che si può sopravvivere 3 giorni senza avere acqua, 2 mesi senza ricevere cibo e tutta la vita senza ottenere giustizia”.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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lunedì 29 gennaio 2018

                     DALLA  SEGRETERIA  DEL  PARTITO  DEMOCRATICO
                                    C R O N A C H E    N A Z A R E N E

L’Orlando, il Matteo e il Buon Senso
L’Orlando ieri disse al Matteo:
“il  magico tuo giglio è già al sicuro!
Perché con noi vuoi spadroneggiar?
Aspetta il 5 marzo,  poi ci vediam”

Anche tu avrai presente quella rana
che un grosso bue  voleva imitar,
voleva diventare quanto lui
e tutti noi sappiam come finì”.


Ieri sera mi è suonato il campanello
 è stato il vecchi o saggio a dirmi che:
“parla col Renzi del  buon senso
se una brutta fine non vuol far”.

ritornello
Non superar il limite del buon senso,
non superar il limite del buon senso
non superar il limite del buon senso.

E se lo superi un rischio  correrai!
E se lo superi un rischio correrai:
come quella rana il 5 marzo finirai.
*Si può cantare accompagnati dalla melodia della canzone interpretata da Orietta Berti “Finché  la barca va”.
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sabato 27 gennaio 2018

                                         CIRCOLO  DELLA  CONCORDIA

A Sua Eccellenza
Sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio
Dei Ministri
Maria Elena Boschi
Palazzo Chigi
R O M A


Siamo ad informarLa che l’Assemblea del  nostro Circolo,
-preso atto delle dinamiche interne al suo stesso Partito che faticano non poco nel trovare per Lei un collegio elettorale adeguato al suo ruolo istituzionale e quindi in grado di consentirle l’ingresso in Parlamento anche nella prossima 18^ Legislatura;
Le chiede di farsi candidare anche  nel Collegio elettorale dove opera il nostro Circolo.
Forse La sorprenderà  l’inusualità della nostra richiesta; siamo qui a darle spiegazione del motivo a fondamento della presente richiesta.
Siamo un Circolo i cui iscritti siamo quasi tutti pensionati che per legge devono avere un conto in banca per l’accreditamento della pensione e il pagamento delle  varie utenze domestiche.  Un conto deve teniamo  anche i nostri pochi risparmi che ci occorreranno per il nostro funerale .
I nostri risparmi non sono adeguatamente tutelati e se formuliamo qualche lamentela sull’eccesso dei costi che gravano sui nostri risparmi ci rispondono con una tale sufficienza da rasentare  una vera e propria mancanza di rispetto verso persone che per età possono essere genitori o nonni di questi bancari.
Ci rivolgiamo a Lei perché nella prossima Legislatura si faccia promotrice di una iniziativa legislativa affinché
in tutti gli uffici bancari aperti al pubblico venga esposto in ben evidenza l’art. 47 della Costituzione dove leggiamo che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme…”
Ne certezza che possa aderire alla nostra richiesta o che comunque si attivi per meglio tutelare i risparmi
Le rivolgiamo i nostri più deferenti saluti.
Dal Circolo della Concordia
Giuseppe Castronovo



venerdì 26 gennaio 2018

                                                 ECHI  DAL  PARLAMENTO
                                         ITALIA  CHE  DERAGLIA

On. Straccio: collega Cencio…che ne pensi del disastro ferroviario verificatosi a Milano Pioltello?
On. Cencio: è la metafora del sistema di un Paese allo sbando.

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domenica 21 gennaio 2018

                           E  C  H  I     D  A  L    P  A  R  L  A  M  E  N  T  O
C A N O N E    T V :     N U O V A   P R  O  P  O  S  T A    P  E  R    G  R  A  D  U  A  L  E
A  B  O   L  I  Z  I  O  N  E

On. Straccio: collega Cencio…..hai sentito le ultime dalla Casa del Partito Democratico?
On. Cencio: su quale argomento?
On. Straccio: CANONE   T V
On. Cencio: non è un argomento già accantonato?
On. Straccio: non è proprio così. Ci sono novità.
On. Cencio: Novità?  Dimmi pure.
On. Straccio: Renzi sarà pure, talvolta, un arrogante fanfarone, così  come viene descritto dai suoi detrattori,  ma è anche una persona molto determinata.
On. Cencio: cosa ha in mente di fare?
On. Straccio. amici della Segreteria del Partito Democratico mi hanno riferito  che Renzi ha già illustrato una nuova proposta, che già ha raccolto l’assenso del Ministro Calenda, in tema di canone televisivo.
On. Cencio: ma cosa prevede questa nuova proposta?
On.Straccio: Renzi ha fatto sto ragionamento: amici…. anche voi spero che abbiate studiato la storia della Cina e la vicenda politico/militare di Mao Tse Tung  e della sua Lunga Marcia. Ebbene: così come la lunga marcia ebbe inizio con il primo passo, altrettanto deve avvenire con l’abolizione del CANONE T V!
Propongo, a tal fine, di eliminare il canone  un giorno all’anno  incominciando proprio dal 2018   e poi 2 giorni nel 2019, 3 giorni nel 2020 e così via.
Propongo, in tal senso, una modifica alla finanziaria  del 2018 , prevedendo un minore introito  da coprire con la lotta all’evasione fiscale. Per quest’anno gli italiani non pagheranno  il 29 di febbraio che sarà dichiarato con apposito  Decreto  “ Giorno esente dal Canone  T V”. Non mi chiedete perché proprio il 29 febbraio?
Se si vota il 4 marzo saremo negli ultimi tre giorni di campagna elettorale.
Berlusconi ci ha insegnato che le elezioni si vincono con le promesse delle ultime 48 ore.

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giovedì 11 gennaio 2018

      TRUFFATO DALLA BANCA?  PIGLIA LA SCHEDA E TIRA FORA LI DENTI

Vanni: Dante… come va?
Dante: tu lo sai che va come non doveva andare. Conosci il dramma dal quale sono stato investito, ora che ho già superato i 70 anni, con la perdita di tutti i miei risparmi gestiti dalla Banca Etruria.
Vanni: non posso non capirti! Mi avevi già riferito che si tratta dei tuoi risparmi di una vita.
Dante: è proprio così! Ma gli ultimi sviluppi ….
Vanni: scusami, ci sono novità?
Dante: novità che, a dire il vero, mi hanno gettato ancor di più nello sconforto. Mi riferisco alla telefonata di Renzi a De Benedetti per avvisarlo delle decisioni che il Governa si accingeva ad assumere in tema di banche in quelle settimane calde. Settimane durante le quali le banche continuavano imperterrite a venderci prodotti tossici, valore pari a zero. Come tu sai sono amico di Tiziano da bambino: andavamo a scuola insieme! Neanche una telefonata per impedirmi che restassi senza un euro; o, quantomeno, una telefonata postuma di conforto .  
Vanni: ti capisco. Le telefonate evidentemente in queste circostanze si fanno più per motivi di interesse che di amicizia.
Dante: caro Vanni …ho perso tutto. Capisci cosa possa significare tutto alla mia età? Non ho più la somma necessaria per un funerale senza sfarzo ma dignitoso. To lo sai benissimo che nel nostro Comune il prezzo di un semplice loculo varia dai 4.500 ai 7.000 euro. Ai quali vanno aggiunte le spese per la lapide, l’iscrizione del nome e cognome;  per non parlare delle spese  per la  bara e le altre spese varie: si superano tranquillamente i dieci milioni. E devi sapere che quando mi chiamavano in Banca Etruria per acquistare le loro proposte – mai nessuno mi parlò di subordinate, te lo posso giurare – dicevo loro di accantonarmi le spese per un funerale. Loro si mettevano a ridere ed è finita come tu sai.  Non meritavamo questa fine: ho conosciuto in occasione delle varie manifestazioni migliaia di persone nella mia condizione.
Vanni: tu lo sai benissimo! Anche a me non è che poi sia andata meglio di te. Fino all’ultimo giorno vendevano subordinate come se fossimo al mercato dove può capitare che su 10 arance te ne rifilino una da buttare nel pollaio.
Dante: cosa pensi di fare?
Vanni: mia moglie, proprio ieri,  ascoltando in T V un ricordo del grande Domenico Modugno del quale proprio in questi giorni  ricorre la data del genetliaco
Dante: un grande uomo anche da politico: affrontò problemi inerenti la dignità delle persone nel periodo più critico della nostra esistenza (malattia, anzianità).  Scusa se ti ho interrotto. Cosa ha detto tua moglie Rita della Vicenda Banca Etruria che ha coinvolto anche voi?
Vanni: non puoi immaginare le lacrime versate al pensiero che dovranno essere i parenti a sostenere le spese del nostro commiato da questo mondo. Comunque ha avuto la voglia di riderci su dicendomi:
non ti lamentare e canta con Modugno
Ti lamenti,
 picchì ti lamenti,
al prossimo 4 marzo
piglia la scheda e
tira fora li denti.
Ti lamenti,
 picchì ti lamenti,
al prossimo 4 marzo
piglia la scheda e
tira fora li denti”.

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Giuseppe Castronovo

martedì 9 gennaio 2018

                                             Elezioni  politiche  2018
                      (ALLA FIERA DEI PARTITI: GRASSO, RENZI, OMAR))
Sen. Grasso: giovane…
Omar: dici a me?
Sen: Grasso: si, dico proprio a te. Come ti chiami?
Omar: mi chiamo Omar.  Cosa vuoi?
Sen. Grasso: non stare qui, sotto l’albero, a far niente.
Omar: mi hanno detto che non devo lavorare: non ho ancora il permesso di soggiorno in questo Paese.
Sen: Anch’io, se è così,  ti dico di non lavorare.
Omar: e cosa devo fare?
Sen. Grasso: vai all’Università e iscriviti al corso che più ti piace. L’iscrizione, se vinco io, per te che sei nullatenente  è gratis.
Omar: ma io son qui da pochi mesi.
Sen. Grasso: e allora?
Omar: non conosco ancora la vostra lingua.
Sen. Grasso: non è un problema.
Omar: ti ripeto: ancora non parlo l’italiano.
Sen. Grasso: ci pensa questo bel giovanottone che è qui con me.
Omar: mi sembra di vederlo sempre in T V. E’ per caso, Renzi?
Sen. Grasso:  bravo!  E’ proprio lui!
Omar: cosa può fare il Tuo amico Renzi perché io impari l’italiano?
Sen. Grasso: chiediamolo a lui.
Renzi:  ti dico, mio caro amico, di seguire la televisione italiana e il canale I° in particolare. Imparerai anche tu a parlare italiano.
Omar: ma noi, amici miei, in casa non abbiamo il televisore.
Renzi: come mai?
Omar: chi ci dà i soldi per pagare il canone?
Sen. Grasso:  vedi…
Omar: che cosa?
Sen. Grasso: il mio amico Renzi,  se vince le elezioni, risolverà  anche questo tuo problema.
Omar: come farà?
Sen. Grasso: eliminerà il canone. Cioè tu vai a comperarti un televisore, lo accendi a casa tua, segui  bene e  imparerai l’italiano. Non pagherai più nessuna tassa! Il mio amico Renzi eliminerà quella oggi esistente in bolletta.
Omar: che cos’è la bolletta?  Lasciamo perdere.   Passiamo ad altro. Vedi…
Omar: che cosa?
Sen. Grasso: se ci ascolti per un momento, capirai
Lui è Renzi ed io son Grasso, stiamo in società
di noi ti puoi fidar.
Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai
I migliori in questo campo siamo noi.
E’ una ditta specializzata, fai un contrato e vedrai
che non ti pentirai.
Noi scopriamo talenti e ci azzecchiamo sempre.
Noi sapremo sfruttare le tue qualità.
Non vedi che è un vero affare, non perdere l’occasione
se no poi te ne pentirai.
Che fortuna hai avuto ad incontrare noi.
Non capita tutti i giorni di avere due consulenti
Due impresari che si fanno in quattro per te.
Di noi ti puoi fidar, di noi ti puoi fidar.

(Dal Circolo della Concordia)

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Castronovo Giuseppe